Grecia in allerta: pericolo colpo di Stato. I militari chiedono le dimissioni del Governo

Vittoria Patanè

27/09/2013

Grecia in allerta: pericolo colpo di Stato. I militari chiedono le dimissioni del Governo

Grecia a rischio golpe. La Nazione è in stato di allerta dopo l’ultimatum lanciato dal sindacato dei militari. Quest’ultimi hanno infatti pubblicato un comunicato contenente parole di fuoco: Presidente e Governo devono dimettersi, i cittadini da parte loro devono supportare questa richiesta in qualsiasi modo. Lo scopo? Far tornare la Grecia alla normalità dopo sei anni di crisi e fame.

La situazione diventa sempre più pericolosa e il Paese oggi rischia davvero di toccare il fondo di un baratro che sembra ogni giorno più profondo.

La crisi non accenna a fermarsi, la disoccupazione ha toccato livelli da terzo mondo (27,9% con un incredibile 64,9 tra i giovani), la povertà è diventata normalità e il lavoro un lusso che pochi possono dire di avere.

Sono passati ormai sei anni e la Nazione non ce la fa più. Tutti attendono una svolta che non arriva, ma alcuni si sono stancati di aspettare e hanno deciso di agire.

Il comunicato

La Confraternita degli ufficiali e dei soldati riservisti delle Forze Speciali (acronico Keed) è un sindacato composto da ex militari ellenici che per anni hanno prestato servizio sotto la Nazione.

Il documento pubblicato ieri sul web non lascia spazio a dubbi, le parole in esso contenute possiedono i connotati tipici di una minaccia che la magistratura non ha intenzione di sottovalutare.

Il Premier Antonio Samaras, il Presidente della Repubblica Karolos Papoulias e l’intero Esecutivo devono dimettersi e lasciar spazio ad un Governo di unità nazionale che prenderà le redini della situazione.
Il motivo di tale richiesta? L’inadeguatezza di un Esecutivo che, a detta dei militari:

non è stato capace di offrire al popolo quanto previsto dalla Costituzione nei settori del lavoro, dell’istruzione, della salute, della giustizia e della sicurezza.

Il popolo però dovrà fare la sua parte e collaborare con i militari affinché tutti i cittadini ellenici possano tornare ad avere ciò che hanno diritto ad avere.

Politica e Giustizia in allerta

Quelle parole, quel tono, quelle affermazioni poco usuali per una democrazia occidentale, ma viste, riviste e vissute in altri tipi di assetti, preoccupano moltissimo sia i vertici politici che la Giustizia.

L’Areios Pagos (equivalente della Corte Suprema italiana) sta analizzando il documento per cercare di capire se esso sia solamente l’ennesimo grido di disperazione di un gruppo di persone che non ce la fa più, o se dietro di esso si nasconda lo spettro di un colpo di stato vero e proprio.

Ricordiamo inoltre che questa non è l’unica minaccia che il Paese si trova ad affrontare in questo periodo. il Procuratore della Corte Suprema, Efterpi Gkoutzamani sta già indagando su un’altra importante questione facente capo ad Alba Dorata, partito neo-nazista entrato in Parlamento nel 2012.

Alba Dorata

La preoccupazione del Governo per possibili azioni di Alba Dorata è arrivata al culmine. L’Esecutivo ha infatti deciso di sostituire i vertici della polizia dopo che è emerso che più di 3mila poliziotti sarebbero attivisti del partito.

Il timore è che una frangia composta da poliziotti e militari possa decidere di prendere le armi e minacciare la sicurezza del Paese.

La paura non può essere considerata totalmente infondata, soprattutto dopo l’uccisione del 34enne rapper Pavlos Fyssas compiuta da un esponente di Alba Dorata.

In Grecia la tensione è alle stelle. Sei anni di recessione sono troppi e rischiano non solo di mettere in ginocchio l’economia del Paese, ma l’intero assetto democratico conquistato con forza nel 1974. È questo l’effetto che può avere una crisi, è questo che può succedere se nessuno fa niente per risolverla. Il mondo dovrebbe guardare alla Grecia come monito. Non è pazzia, non è dittatura, è disperazione.