Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha respinto le richieste dei creditori che avrebbero chiesto al suo governo ulteriori misure di austerity al fine di sbloccare il programma di salvataggio.
Alexis Tsipras, primo ministro greco, ha respinto le richieste dei creditori che gli avrebbero espressamente domandato di effettuare, in nome dell’austerity, ulteriori tagli alle pensioni dei cittadini greci al fine di sbloccare la terza fase del programma di salvataggio che porterebbe nelle casse greche 86 miliardi di euro.
In un’intervista rilasciata al quotidiano Efimerida ton Syntakton, il leader del partito di sinistra Syriza, Alexis Tsipras, che in questi giorni si appresta a festeggiare il secondo anno alla guida del governo greco, ha dichiarato:
“Non c’è alcuna possibilità che il governo greco vada ad aggiungere anche un solo euro in più rispetto a quanto concordato nel piano di salvataggio originale. La richiesta di attuare maggiori misure di austerity non solo solo è contraria alla Costituzione greca, ma alle norme democratiche”.
Ad inizio anno il governo greco ha infatti presentato un piano di riforma delle pensioni, che prevede un massimale mensile per l’assegno pensionistico di 2300 euro e un limite di 3000 euro per chi riceve più di una pensione oltre a tagli futuri, che cadranno su coloro che lasceranno il lavoro da quest’anno, che vanno dal 15 al 30%.
Potrebbe interessarti anche: Grecia: i pazienti muoiono, ma lo Stato non ha soldi. Grazie austerity!
Le dichiarazioni del primo ministro Alexis Tsipras arrivano a poche ore dalla prossima riunione dei ministri delle Finanze della zona euro, durante la quale i funzionari della Commissione europea, della Banca Centrale europea e del Fondo Monetario Internazionale discuteranno con il ministro delle finanze greco su come procedere al completamento della seconda revisione del terzo piano di salvataggio per Atene.
In particolare il FMI ha fatto sapere di ritenere troppo ottimistiche le proiezioni condivise dalla Grecia e dai creditori europei che preannunciano il raggiungimento di un avanzo primario di bilancio del 3,5% del prodotto interno lordo entro il 2018.
Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale il surplus greco raggiungerà solo l’1,5%, a meno che il governo di Atene non intervenga tagliando ulteriormente la soglia dei redditi esenti da tasse e delle pensioni.
Grecia: Tsipras sfida il Fondo Monetario Internazionale
Il premier Alexis Tsipras ha rispedito al mittente ogni tipo di richiesta, proponendo invece di prorogare il meccanismo di contingenza fiscale oltre la scadenza del piano di salvataggio, fissata per il 2018. Il governo greco propone infatti di estendere per un ulteriore anno il meccanismo che fa scattare automaticamente i tagli alla spesa nel caso in cui vengano falliti gli obiettivi fissati dal piano di salvataggio.
Nel caso in cui il FMI decida di ritirarsi dal piano di salvataggio si potrebbe andare incontro al rischio di ritardare la chiusura della revisione del piano oltre il 20 febbraio, giorno in cui i ministri delle Finanze dei paesi della zona euro si ritroveranno di nuovo attorno al tavolo.
Mujtaba Rahman, analista presso Eurasia Group, in una nota ha espresso tutta la sua preoccupazione circa un’aumento dell’instabilità politica interna all’Unione Europea nel caso in cui “il FMI insistesse sui tagli delle pensioni e sull’imposizione di ulteriori misure fiscali, il che potrebbe far cadere ogni tipo di accordo durante la riunione del prossimo 20 febbraio”.
Nelle scorse settimane, tuttavia, il FMI ha cercato di smorzare le voci che annunciavano un ritiro dal terzo piano di salvataggio greco. Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble alla notizia aveva dichiarato che in caso di un ritiro da parte del FMI il programma sarebbe stato interrotto immediatamente.
Christine Legarde, amministratore delegato FMI, ha comunque fatto sapere di non avere intenzione di abbandonare il piano invitando i creditori europei ad occuparsi maggiormente della riduzione del debito greco e il governo guidato da Alexis Tsipras ad attuare riforme più strutturali.
Le dichiarazioni del premier Tsipras, il quale ha inoltre invitato l’Europa a “tener conto della nuova situazione creata dal cambiamento della leadership politica negli Stati Uniti, e prendere decisioni sulla base del comune interesse e non in base a meri calcoli politici a breve termine effettuati da ciascun paese”, difficilmente verranno interpretate come una una garanzia dalle parti del FMI.