Grecia: il paese prostrato dalla tassa sulla casa. Infiamma la protesta

Raffaele Guerra

31 Maggio 2012 - 10:32

Grecia: il paese prostrato dalla tassa sulla casa. Infiamma la protesta

Korydallos, Grecia - Quando, nello scorso mese di settembre, il governo greco ha sorpreso i proprietari di case, imponendo una nuova tassa sulla proprietà, il sindaco di questo sobborgo alla periferia occidentale di Atene si è mobilitato.

Stavros Kasimatis apre il suo studio ai residenti poveri che si rifiutano di pagare la tassa, che è stata legata alla bolletta elettrica nel tentativo di aumentare la velocità della dolorosa riscossione delle tasse. I lavoratori comunali hanno detto ai residenti di pagare solo la corrente, poi li hanno aiutati a compilare delle scartoffie legali per chiedere al giudice di impedire che la società incaricata tagli la luce.
Kasimatis ha portato 1165 petizioni presso un tribunale distrettuale locale. Nel mese di febbraio, ha vinto.
«Dal primo momento, abbiamo pensato che questa misura fosse incostituzionale», ha dichiarato Kasimatis, che ha fatto campagna con il sostegno dei partiti di sinistra. «La corrente elettrica, l’energia è un diritto sociale. Stavano ricattando i cittadini».

Le nuove tasse soffocano l’economia

Oggi, la Grecia si avvia alla consultazione elettorale più critica almeno dell’ultima generazione. Uno dei punti focali è la nuova tassa sulla proprietà - una vera e propria finestra su quello che è andato storto in Grecia e nel piano europeo per salvare il paese.

Per molti nella zona euro, le deboli entrate fiscali della Grecia sono una frustrazione perenne. Tuttavia, per molti in Grecia le nuove tasse, particolarmente dure per coloro che si trovano sui gradini più bassi della scala sociale, stanno solo aggravando i mali del paese e soffocando la sua economia.

La tassa sulla proprietà è così disprezzata che i suoi critici, cioè la maggior parte della Grecia, la chiamano haratsi , una tassa pro capite imposta durante l’occupazione ottomana. Circa tre quarti delle famiglie greche possiedono le loro case. Come molti altri paesi europei, anche la Grecia ha già altre tasse sulla proprietà. Ma queste riguardano principalmente le proprietà di maggior valore e producono delle basse entrate.

Crisi di liquidità per PPC

L’ultima imposta è nata nel frettoloso tentativo di coprire un buco da 2 miliardi di euro nel bilancio. Il governo ha stimato un gettito dalle tasse di 2,5 miliardi di euro - sulla base delle dimensioni, della posizione e dell’età dell’immobile -, includendo i 12,6 milioni di euro dalle bollette della corrente elettrica emesse da Public Power Corp. (PPC).
Il denaro è stato lento ad arrivare, ma alla fine i greci hanno pagato 2,1 miliardi di euro.

Ma l’imposta si è arenata e la resistenza ha causato un rapido picco nelle fatture scadute della corrente elettrica. Questo ha così aggravato la crisi di liquidità di PPC che il governo ha permesso all’azienda di trattenere circa 260 milioni di euro dal gettito raccolto in primavera, dice George Angelopoulos, dirigente di PPC. Quel denaro dovrà però essere rimborsato nel mese di giugno.

L’opposizione politica e legale ha minacciato la tassa. Per quest’anno non sono state emesse bollette, e sarà così almeno fino alle elezioni di giugno. Questa settimana, l’Alta Corte della Grecia ha giudicato incostituzionale tagliare l’energia elettrica ai clienti che non pagano la tassa, eliminando così lo strumento sul quale il governo poteva far leva. La rimozione della tassa, però, minaccerebbe i rigorosi obiettivi di bilancio che la zona euro ha fissato per la Grecia.

L’ascesa dei nuovi partiti

La tassa è una forte attrazione per la pletora di piccoli partiti che hanno sovvertito il predominio di lunga data dei grandi partiti politici della Grecia, il socialista Pasok e il conservatore Nuova Democrazia. Un governo del Pasok ha imposto la tassa, e Nuova Democrazia, pur non avendo in simpatia le tasse, ha ampiamente sostenuto il piano di salvataggio della zona euro e le misure che ne derivano.

La sinistra di Syriza, in testa nei sondaggi, ha fatto della resistenza alla tassa un punto focale della sua campagna contro l’austerità. Un funzionario di Syriza ha dichiarato che il partito non ha pagato la fattura per gli edifici della propria sede e Alexis Tsipras, leader della coalizione, non l’ha pagata nemmeno per la sua casa.

A Korydallos, i locali hanno tirato un sospiro di sollievo. Velissarios Moros è arrivato al municipio per un aiuto con la sua fattura da 450 euro. Moros, 38 anni, pizzaiolo, ha trascorso la scorsa estate a lavorare sull’isola turistica di Mykonos. E’ tornato a Korydallos a settembre e aveva alcuni lavori saltuari, dice, ma nessun lavoro da ottobre. Mentre si avvicina l’estate, dice di non riuscire ancora a trovare lavoro sulle isole.
Sta vivendo dei suoi risparmi estivi. «Ho un altro mese», dice. «Dopo di che non so cosa fare».

Sul limite estremo di Korydallos, dove gli edifici in cemento scendono verso una collina con vecchie cave, Agapi Mandaka è a corto di denaro.
Dice che lei e suo marito, un elettricista, hanno risparmiato per anni per costruire un edificio con tre appartamenti, per sé e per i loro figli adulti. Suo maritò morì sette anni fa e la signora Mandaka vive con una pensione di circa 900 euro al mese.
L’edificio è incompiuto. Il vano scala in cemento è scoperto. Ha detto di aver finito i soldi prima che potesse installare un ascensore. I debiti contratti per la costruzione coprono circa i due terzi della sua pensione. Deve 102 euro al droghiere e 303 euro per la bolletta dell’acqua.
La tassa sugli immobili ammonta, per lei, a 1,045.80 euro. Non ha pagato.

"Si rivolgono al popolo e dicono: <>«, dice sua figlia, Sofia, che è disoccupata e vive con lei.»Questa casa è stata costruita con il lavoro di questa famiglia", aggiunge.
L’imposta ha reso la signora Mandaka ostile nei confronti della politica. Per anni ha votato fedelmente per il Pasok, il partito socialista. Ora vota comunista - non per convinzione, ma per il desiderio di punire la classe politica. «E’ proprio il Pasok che mi ha spinto così in basso», dice.

Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: The Wall Street Journal.