Grecia: il minimo indispensabile della Merkel. Strategia pre-elettorale?

Erika Di Dio

27 Novembre 2012 - 15:44

Grecia: il minimo indispensabile della Merkel. Strategia pre-elettorale?

Gli analisti, parlando ai microfoni della Cnbc, hanno dichiarato, «L’ultimo accordo sul debito della Grecia è per volere del cancelliere tedesco Angela Merkel e per le sue esigenze politiche interne lì piuttosto che per garantire il benessere economico a lungo termine della Grecia». In particolar modo il capo economista di Western Europe Michael Saunders ha dichiarato alla Cnbc, «Hanno fatto il minimo indispensabile solo per evitare che la Grecia cadesse a pezzi e fosse costretta a lasciare l’euro nei prossimi mesi. Non hanno fatto abbastanza affinché la Grecia si rimettesse su un sentiero sostenibile dal punto di vista economico o fiscale».

Il punto chiave: le elezioni tedesche

«Qualche mese fa», continua Saunders, «la stessa Merkel aveva deciso che la Grecia non avrebbe lasciato l’euro fino a quando non ci fossero state le elezioni tedesche in quanto temeva che lei stessa sarebbe stata biasimata per eventuali conseguenze negative dal punto di vista economico e politico. Ecco perchè è stato raggiunto l’accordo. La Merkel vuole mantenere le cose inalterate per il momento».

Alastair Newton, analista politico a Namura, sempre intervistato dalla Cnbc, ha dichiarato che le elezioni tedesche hanno giocano un ruolo fondamentale per la decisione presa oggi riguardo la situazione greca. «Le elezioni tedesche hanno una grande influenza qui», ha precisato Newton, «e sarebbe ovviamente pessimo per la Merkel se qualcosa dovesse causare un crollo in Europa prima delle elezioni. La Merkel si sta impegnando a mantenere compatto l’euro, ma non ad ogni costo».

Cambiamento dopo le elezioni?

L’analista Saunders ha inoltre aggiunto che una volta che le elezioni saranno concluse alla fine del prossimo anno, si potrebbe verificare un cambiamento significativo nei confronti di Atene e poi si chiede, «Quando l’affare si starà disfacendo, cosa faranno i creditori? L’economia si sta disintegrando, siamo nel quinto anno di recessione e andiamo verso il sesto, poi il settimo e l’ottavo. Più ciò andrà avanti, più le cose non miglioreranno».

Grexit?

Secondo Saunders, un «Grexit» si potrebbe verificare in due modi:

- o i Greci stessi decideranno che l’impatto economico dell’austerità non sarà più sostenibile,
- o i creditori imporranno dei termini che la Grecia non potrà soddisfare.

E aggiunge, «È una triste e dolorosa verità che l’economia dell’austerità fiscale non avrà successo, dovremmo saperlo ormai».

Molto scettico riguardo tutta la situazione greca, Nicholas Spiro, direttore di Spiro Sovereign Strategy, che ha dichiarato, «L’unica e definitiva soluzione realistica ai cronici problemi finanziari della Grecia, il condono del debito, è destinata al fallimento per quanto riguarda i paesi creditori dell’eurozona. Anche l’insieme di»mezze misure«varate questa mattina e volte a ridurre l’onere del debito si dimostreranno impegnative: il forte calo dei titoli bancari greci questa mattina la dice lunga sulla mancanza di fiducia nel buyback».

Traduzione italiana a cura di Erika Di Dio. Fonte: Cnbc