La Grecia si avvicina ad una sua uscita dall’Euro? La situazione economica della Grecia non è delle migliori: ha un rapporto debito/Pil pari al 150,3% e, negli ultimi 4 anni, il Pil è calato del 18,4%. Ma le stime del Fmi non lasciano presagire nulla di buono: infatti è previsto un ulteriore calo del 4% solo nel 2013. Insomma una situazione catastrofica.
Effetti dell’uscita dall’euro della Grecia
E se la Grecia provasse ad uscire dall’Euro cosa accadrebbe? Questa è la domanda che si sono posti gli economisti della banca d’affari giapponese Nomura.
- Innanzitutto, ciò comporterebbe un ritorno alla dracma (la moneta che si usava in Grecia prima che aderisse all’Eurozona), che subirebbe una svalutazione compresa tra il 55 e il 60%. “Solo l’Argentina nel 2002 e l’Indonesia nel 1997 – fanno notare gli economisti giapponesi – si ritrovarono in una situazione peggiore, con le rispettive valute deprezzate ancora di più, intorno al 64% e al 67%".
- “Nel caso greco – continuano gli economisti della banca giapponese, ndr – le variabili da osservare si chiamano perdita di competitività a causa della sopravvalutazione dell’euro, basse riserve di valuta estera e scarsa efficienza del governo".
- Se la Grecia dovesse tornare alla sua vecchia moneta, significherebbe che la banca centrale dovrebbe tornare a stampare dracma, causando un’elevata inflazione, nonché una grande erosione del potere d’acquisto dei risparmiatori. Non solo: l’euro nei confronti della dracma si apprezzerebbe e quest’ultima subirebbe – secondo gli economisti – una svalutazione compresa tra il 50% e il 60%.
I conti della Grecia non migliorano
Intanto, la situazione economica greca non migliora affatto: attualmente, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale è pura utopia raggiungere nel 2020 il traguardo del rapporto debito/Pil al 120% dall’attuale 150,3%.
È più realistico pensare che «sarà intorno al 136%, e questo in caso di andamento positivo dell’avanzo primario di bilancio, di ritorno alla crescita economica e di privatizzazioni».
L’accordo con la Troika
Nei giorni precedenti, il governo greco, con la Troika (Bce, Ue, Fmi), ha negoziato un piano di aiuti subordinato a drastiche misure di risanamento di bilancio per circa 13,5 miliardi di euro, da adottare nel 2013-2014. Un primo accordo tra le forze politiche greche è già stato raggiunto.
E proprio oggi il premier greco Samaras ha ufficializzato l’accordo con la Troika al fine di ottenere nuovi aiuti. Più precisamente, il premier ha evidenziato che è stato “ottenuto tutto il possibile. Se le misure e il bilancio saranno approvati dal parlamento la Grecia uscirà dalla crisi”.
Ma un’altra preoccupazione affligge il premier: “D’ora in poi il problema è che cosa potrebbe succedere se l’accordo non sarà approvato dal parlamento perché il Paese andrebbe verso il caos”. “Una tale eventualità – aggiunge Samaras, – sarebbe molto dolorosa per l’intero popolo greco sia sotto il profilo economico ma ancor peggio sotto quello politico. Questi pericoli devono essere evitati. Adesso spetta al senso di responsabilità dei partiti e di ciascun parlamentare”.
Dunque all’orizzonte si intravedono nuove misure di austerity che non faranno altro che deprimere ancor più l’economia.
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