Grecia, disavanzo: obiettivo mancato. Ora resta l’austerità

Nadia Fusar Poli

3 Ottobre 2011 - 10:51

Grecia, disavanzo: obiettivo mancato. Ora resta l’austerità

GRECIa - La Grecia fallirà gli obiettivi di disavanzo che sono stati assegnati al Paese dai suoi finanziatori internazionali, per questo e il prossimo anno. Questi i dati diffusi Domenica dal ministero delle finanze greco, dopo l’approvazione da parte del Governo del progetto di bilancio 2012.

Lo ha annunciato il governo socialista di George Papandreou: la Grecia non potrà raggiungere gli obiettivi del piano di salvataggio. E’ stato invece convalidato il piano per ridurre drasticamente il numero di dipendenti pubblici, la contropartita più controversa allo sblocco degli aiuti da parte dell’Unione europea (UE) e del Fondo Monetario Internazionale (FMI), la misura, tra quelle del pacchetto di riforme richieste dai creditori di Atene, che maggiormente colpisce l’opinione pubblica. Ma la Grecia non può fare a meno dell’assistenza finanziaria internazionale, tra cui la nuova tranche da $ 8 miliardi attualmente in sospeso, in attesa dei risultati degli ispettori della «troika» - UE, FMI e Banca centrale europea.

Atene si aspetta ora che il suo deficit raggiunga l’ 8,5% del prodotto interno lordo (PIL) quest’anno, mentre l’UE e il FMI avevano chiesto che non superasse il 7,6% del PIL. Il progetto di bilancio prevede che il disavanzo verrà ridotto al 6,8% nel 2012, contro un obiettivo del 6,5%.
Gli europei stanno cercando di evitare a tutti i costi un default della Grecia, considerata ormai una bomba a orologeria. Il collasso del Paese rischia infatti di innescare una serie di reazioni a catena, con ripercussioni sul settore bancario - le banche detengono una parte del debito greco –, sul futuro della moneta unica e, a cascata, potrebbe provocare una nuova crisi economica globale.

Le previsioni di crescita indicano una contrazione del 5,5% del prodotto interno lordo (PIL) per quest’anno e del 2-2,5% l’anno prossimo. Queste cifre sono le ultime proiezioni del FMI, ma sono molto più pessimistiche rispetto a quelle utilizzate per calcolare il piano di salvataggio da 109 miliardi di euro, che stimavano una crescita dello 0,6% nel 2012.
Il mancato raggiungimento dell’obiettivo di disavanzo nel 2011, significa che la Grecia avrà bisogno di due miliardi in più, solo per finanziare la spesa di quest’anno e che gli aumenti fiscali e i tagli salariali annunciati nel corso degli ultimi due mesi da parte del governo Papandreou, non sono riusciti a ristabilire le finanze del paese.

I ministri delle finanze europei, che si riuniranno Lunedi e Martedì in Lussemburgo, saranno chiamati a discutere sul caso greco, ma ulteriori decisioni o misure, saranno assunte e adottate dopo la relazione degli ispettori della troika, gli esperti di FMI-UE-BCE che, negli ultimi quattro giorni, hanno incontrato i leader greci.
Atene, con l’acqua alla gola e nel disperato tentativo di convincere la troika a rilasciare la nuova tranche di finanziamenti, si è impegnata a creare nuove tasse, abbassare i salari nel servizio pubblico, in media del 20%, e ad accelerare il programma che prevede la riduzione del numero dei dipendi pubblici del 20% sino al 2015.

Tra le misure di austerità, profondamente impopolari alla luce di un triennio di recessione per la Grecia, il governo guidato da George Papandreou ha annunciato il taglio di 30mila lavoratori pubblici, in un paese dove il 20% della forza lavoro è impiegato al servizio dello Stato e ha goduto fino ad ora di una garanzia di impiego a vita.
Il governo greco ha tuttavia attutito il colpo - e salvato meno soldi di quanto inizialmente chiesto dagli ispettori della troika- perchè il licenziamento dovrebbe interessare per circa due terzi i dipendenti pubblici già vicino all’età della pensione, che saranno messi in riserva, con una riduzione del 40% del loro stipendio. Il resto dei tagli riguarderebbe imprese statali che si stanno fondendo o stanno chiudendo.

Il governo ha una maggioranza di soli quattro seggi in Parlamento e potrebbe essere costretto a elezioni se una manciata di parlamentari si dimostrasse recalcitrante.
«Abbiamo un unico e costante obiettivo: rispettare i nostri impegni in modo che possiamo garantire la nostra credibilità» ha affermato il primo ministro greco George Papandreou.
“Restano tre mesi critici al termine del 2011, e la stima finale dell’8,5 per cento del PIL può essere raggiunta se il meccanismo di stato e i cittadini risponderanno di conseguenza," ha affermato in un comunicato il ministero delle Finanze Venizelos.