GRECIA - La Grecia potrebbe continuare a calciare la lattina del suo grosso problema, almeno per un altro secolo.
Una delle opzioni che il Paese sta valutando è quella di offrire bond a 100 anni in cambio di un eccezionale debito a breve termine, secondo quanto riferito da un banchiere che sostiene di aver visto i progetti in fase di studio.
BNP Paribas, Deutsche Bank, HSBC e Lazard Ltd, stanno dando suggerimenti alla Grecia circa le operazioni da intraprendere per la ristrutturazione del debito dell’ esercizio in corso.
La nuova opzione, che prevede una struttura simile alle obbligazioni Brady - il bond utilizzato negli anni ’80 per arginare la crisi del debito di alcuni stati latino-americani. Alle banche commerciali che detenevano attività finanziarie verso i paesi del Sud America venne concessa la possibilità di sostituire i propri crediti inesigibili con bonds a lunga scadenza e cedole di ammontare ridotto garantiti dal Tesoro americano, emessi alla pari - sarebbe in esame.
Tuttavia, una forte domanda per un titolo centenario offerta poche settimane fa dal Messico, ha suggerito che un piano simile possa avere senso anche per la Grecia.
«I costi di finanziamento della Grecia diventerebbero insostenibili, ma soprattutto una tale mossa eviterebbe il default. Si tratta di sopravvivere piuttosto che fare ciò che è giusto da un punto di vista del finanziamento a lungo termine», ha detto Tim Jagger, stratega del credito a RBS, con sede a Singapore.
Prima che il secondo pacchetto di salvataggio, da 109 miliardi di euro, destinato alla Grecia, fosse concordato, il 21 luglio, alcuni funzionari della zona euro aveva esortato il paese affinchè cercasse di convertire il debito esistente in obbligazioni con scadenza fino a 40 anni.
Proposta che fu rettificata e tradotta in un’ opzione di scambio (swap) o riscadenzamento (roll over) di oltre 135 miliardi di euro, il 90 per cento, del debito in scadenza prima del 2020 in nuovi titoli garantiti da emittenti tripla A, con scadenze oltre i 30 anni.
I privati potrebbero essere coinvolti in un’operazione di buyback, e riacquistare titoli fino al 50%, a un prezzo di mercato molto inferiore a quello di emissione
La lunga durata, i 100 anni del bond, offrirebbe agli investitori una cauzione che dovrebbe essere meno volatile se i tassi di interesse salissero. Ma significherebbe anche maggiori oscillazioni del valore nominale per ridotti movimenti del rendimento, una caratteristica che renederebbe molto appetibile il bond agli hedge fund.
Anche la potenziale elevata liquidità dell’ipotetico titolo greco a 100 anni, lo renderebbe particolarmente desiderabile.
Un bond a 100 anni per la ristrutturazione del debito della Grecia, invierebbe un segnale forte al mercato: i problemi di rifinanziamento della Grecia sono stati accantonati, per un tempo molto lungo.
L’offerta potrebbe essere pubblicata nel mese di ottobre dopo che le autorità della zona euro, il FMI e la BCE avranno deciso se erogare la nuova tranche del piano di salvataggio originale e tutti i 17 parlamenti della zona euro avranno ratificato i miglioramenti apportati al fondo di salvataggio EFSF.
Si può dunque parlare di euro Bardy? Certo, laddove i fondi di salvataggio non dovessero rappresentare la giusta soluzione al problema greco, bisognerebbe trovare il coraggio di ristrutturare, e il più in fretta possibile.