Grecia, a quattro giorni dalle elezioni: sondaggi e previsioni

Daniele Sforza

13 Giugno 2012 - 18:04

Grecia, a quattro giorni dalle elezioni: sondaggi e previsioni

La Grecia, a 4 giorni dalle elezioni, si prepara: al centro dell’attenzione europea, con gli occhi puntati addosso dalla Bce e dal Fmi, le news che provengono dal Paese ellenico non sono tra le migliori.

Prelievi da 800 milioni di euro al giorno

Cominciamo ad esempio dalle informazioni trapelate dal quotidiano Kathimerini, secondo le quali la Grecia ha all’incirca 2 miliardi di euro finalizzati al pagamento di stipendi e pensioni fino al prossimo 20 luglio. Lo scenario è dei più drammatici, ma potrebbe aggravarsi dopo il giorno delle elezioni: la tensione è alle stelle e il disagio sociale sta definitivamente per esplodere. I farmaci tumorali arrivano al folle prezzo di 2.000 euro, e l’Ente per il Servizio Sanitario Nazionale è sull’orlo della bancarotta.

Dalla Banca centrale greca comunicano che dall’ottobre del 2009, sono stati ritirati da privati e imprese ben 72 miliardi euro dai conti correnti, e in questi ultimi giorni di attesa e nervosismo i prelievi stanno aumentando e gli sportelli bancari sono presi d’assalto: secondo fonti Reuters, i prelievi sono arrivati a quasi 800 milioni di euro al giorno.

Inoltre, le voci di una permanenza della Grecia nell’Unione europea qualora esca dalla moneta unica, vengono smentite dal presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, che ha dichiarato: «Non capisco molto questi dibattiti sulla Grecia che sarà costretta a lasciare la zona euro. Ai miei occhi, se la Grecia lascerà l’euro, lascerà anche l’Unione europea». «C’è un momento nella vita politica», ha concluso Schulz a proposito delle elezioni greche di domenica «in cui è imperativo che si pensi prima al Paese e solo poi agli interessi del proprio partito. Spero che questo sarà l’orientamento principale dei partiti politici in Grecia».

Sondaggi e previsioni

Domenica si vota ed è tempo di sondaggi. Il 70% dei greci non vuole uscire dall’euro e ritornare alla dracma (anzi, alla Nuova Dracma), mentre i sondaggi politici rivelano una sostanziale parità tra i due partiti che si contenderanno la Grecia: Neo Dimokratia e Syriza, con quest’ultimo in leggero vantaggio. Se dovesse vincere il partito di Alexis Tsipras, inoltre, non significa che la Grecia uscirà automaticamente dall’euro, in quanto il partito della sinistra radicale non è contrario alla moneta unica, ma solo al memorandum, in linea dunque, bene o male, con le preferenze della popolazione greca.

Tuttavia c’è anche da precisare che dai vertici europei continuano a ribadire che la Grecia dovrà rispettare gli impegni presi: un passo indietro della Germania, l’allentamento sull’austerity e sul rigore fiscale porterebbero dunque la Grecia (e gli altri Paesi) a restare in zona euro a diverse condizioni, con il rischio eventuale che il problema possa ripresentarsi tra un anno o poco più se il sistema euro dovesse continuare a perseverare nella sua linea economica zombie per dirla con le parole di Paul Krugman. Il dubbio è: allungare l’agonia o rivedere le proprie prospettive? A questa domanda non esistono sondaggi concordi.