GRECIA, EUROZONA - Proprio quando sembrava potesse esserci un barlume di speranza per la Grecia, sono tornate ad addensarsi le nubi. Questo il nuovo scenario:
1. RITARDO TRANCHE: L’Unione europea ha rinviato alla fine del mese la decisione, programmata per il 13 ottobre, circa il prossimo pagamento di 8 miliardi di euro alla Grecia. La cattiva notizia è che i mercati finanziari hanno tremato di fronte all’ indecisione e al ritardi sul salvataggio. Si protrae l’agonia e lo spettro del default continua a incombere minaccioso. La buona notizia è che, dopo aver sottolineato che disponeva di liquidità sufficienti per sopravvivere fino alla metà di ottobre, il governo greco, misteriosamente, ora dice di poter pagare i suoi conti fino a metà novembre.
2. SECONDO SALVATAGGIO: Il secondo pacchetto di salvataggio da EUR109 miliardi è ora considerato inadeguato perché il deficit di bilancio del 2011 sarà più profondo del previsto. L’UE e il FMI vogliono colmare la lacuna, chiedendo alle banche un haircut maggiore sui bond greci in portafoglio: qualcosa come il 40% o il 50% invece del 21% concordato nel mese di luglio. Questa è solo una cattiva notizia. Costringere le banche ad incassare un colpo simile, potrebbe essere interpretato come un default disordinato.
3. FONDO EFSF: I governi della zona euro stanno ora discutendo l’ipotesi di dotare di una leva finanziaria i 440 miliardi di euro del fonda salva stati, l’ EFSF, per i governi insolventi, che potrebbe gonfiare l’ammontare dei fondi a disposizione per fermare la diffusione della crisi greca a paesi come Italia e Spagna. La questione è come questo dovrebbe essere fatto senza esporre il sistema bancario europeo e la Banca centrale europea a maggiori rischi.
4. AUSTERITA’: L’UE e il FMI hanno posto la condizione, che si aggiunge alle richieste di tagli salariali e ai licenziamenti imposti ai lavoratori del settore pubblico, che la Grecia abolisca i contratti collettivi di lavoro allo scopo di ridurre ulteriormente gli stipendi nel settore privato. Questo potrebbe peggiorare i ritardi impliciti nei punti da uno a tre, che stanno guidando i mercati finanziari europei nella disperazione e minacciano la stessa moneta unica.
5. PUSHBACK GRECO: Il nuovo tsunami di tagli imposti alle imprese e alle famiglie sta incontrando le proteste dei cittadini che, prima o poi, potrebbero far cadere il governo e aggiungere al mix un vuoto politico ad Atene. Il primo ministro George Papandreou, da quel che si dice, si è offerto di dimettersi. I manifestanti anti-austerity hanno impedito ai funzionari dell’UE e del FMI di accedere ai ministeri greci, dove si svolgono i colloqui sugli aiuti al Paese, tra cui gli edifici che ospitano i ministeri dello Sviluppo, della Cultura e della Finanze. Una vasta gamma di operatori pubblici e privati, compreso il personale medico e le guardie carcerarie, minacciano di paralizzare le infrastrutture sociali della Grecia mentre il paese si avvicina al suo quarto anno di recessione economica.