Governo: spending review? Per Unimpresa è tutto un bluff. Il perché in numeri

Vittoria Patanè

21 Luglio 2014 - 11:17

La tanto conclamata spending review sarebbe tutto un bluff. Questo il parare di Unimpresa che porta dati tangibili a sostegno della propria tesi

Governo: spending review? Per Unimpresa è tutto un bluff. Il perché in numeri

La spending review? E’ tutto un bluff. Questo il parere di Unimpresa che, attraverso un’analisi condotta dal proprio centro studi, dimostra non solo che gli ultimi Governi non hanno apportato nessun «taglio tangibile al bilancio statale», ma che al contrario la spesa pubblica è aumentata. Di quanto? 25 miliardi tra gennaio e maggio 2014 e di 38 miliardi tra il 2012 e il 2013.

Questi i risultati dello studio che hanno portato l’associazione a definire «un bluff» l’azione degli ultimi Esecutivi.

Le Uscite del Governo

Nessun taglio tangibile al bilancio statale. Anzi, la macchina pubblica costa sempre di più. La spesa dello Stato nei primi 5 mesi del 2014, è aumentata di quasi 25 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente con una crescita in termini percentuali pari al 13,63%. Nello stesso arco temporale, le entrate dello Stato sono cresciute di 248 milioni in salita dello 0,16%. Un trend in atto da tempo: tra il 2012 e il 2013 le uscite dello Stato sono aumentate di 38,5 miliardi (+7,56%) nonostante le entrate siano salite di 11,8 miliardi (+2,61%).

Insomma, le entrate sono salite, ma con esse sono aumentate pure le uscite. Il Governo Monti prima, il Governo Letta poi e il Governo Renzi oggi, in questo frangente, avrebbero fallito su tutta la linea.

Parlando in particolare di quest’ultimo, Unimpresa sottolinea che:

Tra gennaio e maggio di quest’anno, i pagamenti dello Stato – vale a dire spese correnti e spe se in conto capitale, voci in cui non sono ricomprese le uscite degli enti territoriali (comuni, province, regioni) né quelle per interessi sul servizio del debito – hanno toccato quota 206,7 miliardi di euro; nei primi 5 mesi del 2013 l’asticella si era fermata a 181,9 miliardi. Di qui l’aumento di 24,7 miliardi di euro (+13,63%).

Le entrate
Lo studio dell’associazione si concentra poi sul gettito:

Quanto al gettito, il bilancio statale ha registrato, nel 2014 (gennaio-maggio), entrate complessive per 157,8 miliardi; tra gennaio e maggio del 2013 gli incassi di bilancio erano stati pari a 157,6 miliardi: l’incremento è dunque di 248 milioni (+0,16%).
Tra il 2012 e il 2013 era stata già registrata una analoga situazione. L’anno scorso le uscite complessive dalle casse dello Stato sono state pari a 548,6 miliardi di euro, ben 38,5 miliardi in più (+7,56%) rispetto ai 510,09 miliardi totali del 2012. Nel 2013 le entrate tributarie sono state pari a 464,8 miliardi, in salita di 11,8 miliardi (+2,64%) rispetto ai 452,9 miliardi dell’anno precedente.

Proprio i numeri appena elencati sarebbero la causa dell’aumento del debito pubblico:

L’aumento delle uscite, infatti, ha inevitabilmente allargato il “buco” nei conti passato dai 1.944,2 miliardi di gennaio 2012 ai 2.166,3 miliardi di maggio scorso. Nei primi cinque mesi dello scorso anno la variazione registrata è stata di 53 miliardi, pari a oltre 10 miliardi al mese; tendenza salita a quasi 15 miliardi al mese nel 2014: nei primi dieci mesi di quest’anno la variazione è stata di 74,4 miliardi.

I dati analizzati dal centro studi di Unimpresa, hanno portato il presidente, Paolo Longobardi, a parlare di «totale fallimento»:

“Questi dati confermano che la politica del rigore attuata negli ultimi anni si rivela insufficiente non solo per la salute dei conti statali, ma anche sulle prospettive. Le scelte del Governo stanno massacrando le ormai poche speranze di ripresa dell’economia. Per salvare le micro, piccole e medie imprese deve essere abbattuta la pressione fiscale con interventi seri e rigorosi. Il mandato di Carlo Cottarelli chiamato a guidare la commissione spending review del ministero dell’Economia è un bluff: non ha portato a risultati concreti”.