Il Vice Ministro all’Economia Vittorio Grilli, durante la sua audizione alla Camera, ha messo le mani avanti, assicurando che non ci saranno nuove patrimoniali né ulteriori interventi fiscali.
«La nostra correzione c’è ed è sufficiente» ha affermato il Ministro, aggiungendo che nel 2013 vi sarà una ripesa dell’economia pari allo 0,5 per cento del Pil, un segnale incoraggiante che sempre secondo le previsioni del sottosegretario si dovrebbe rafforzare nel 2014 e nel 2015. E inoltre ribadisce che «Neanche il Fondo monetario internazionale chiede più di quanto già fatto».
Presto ci sarà una spendig review «se parliamo della necessità di tagli fiscali o investimenti per miliardi di euro, ci vuole condivisione politica per capire dove trovare risparmi di spesa, anch’essi per miliardi di euro» sottolineando che anche l’FMI condivide le azioni messe a punto dall’Italia «e neanche da loro si chiede nulla di più di quanto già fatto».
I soldi saranno spesi per le fasce più deboli
Grazie alle risorse del Fondo sviluppo e coesione, ricorda Grilli, è stata realizzata una riprogrammazione di una parte dei fondi strutturali, per un’ammontare di 3,7 miliardi, destinati a quattro priorità: istruzione, agenda digitale, occupazione e ferrovie, con una forte attenzione agli interventi in favore dei giovani e anticipando molte delle innovazioni della futura programmazione 2014-2020. Già in estate ci sarà una riorganizzazione a favore della cura dell’infanzia e degli anziani non autosufficienti e anche per garantire alle imprese strumenti di promozione più efficienti. La riprogrammazione vedrà protagonista il Mezzogiorno, dove maggiori sono le potenzialità di un miglioramento della crescita e dell’inclusione sociale.
Lo Spread è alto per colpa del deficit
«I mercati sono volatili ma non perché non si fidano di noi» così aveva commentato Grilli questa mattina alla notizia del rialzo dello spread sopra i 400 punti. Infatti, ha aggiunto il viceministro: «il nostro tallone di Achille è il deficit». Grilli ha però rassicurato: «da qui al 2020 c’è un potenziale di crescita aggiuntiva di circa 2,4 punti percentuali di Pil, circa lo 0,3% all’anno in più rispetto a una situazione di non introduzione delle riforme». Un impatto simile, ha aggiunto, «potrebbe derivare dall’introduzione di ulteriori riforme».
Questa settimana sarà cruciale
Domani il Tesoro metterà in asta Ctz e Btp indicizzati all’inflazione fino a un massimo di 3,5 miliardi di euro, e giovedì sarà la volta di Bot a 6 mesi per un massimo di 8,5 miliardi di euro. Il Tesoro ha fatto sapere anche che il 30 aprile scadranno titoli a breve termine per 9,35 miliardi di euro.
I timori maggiori riguardano il futuro della governance dell’Europa, che negli ultimi anni è stata guidata dall’asse Merkel-Sarkozy. Ora la probabile vittoria in Francia di Hollande provoca tensioni e timori di squilibri soprattutto per i Paesi periferici
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