Giuseppe Conte cambia idea sulle dimissioni: un giorno in più per la caccia ai responsabili

Antonio Cosenza

24 Gennaio 2021 - 11:00

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Giuseppe Conte non si dimette (per adesso): rinviato di un giorno il voto al Senato per la relazione del Ministro Bonafede, con l’intento di avere 24 ore in più per individuare responsabili disposti a votare con la maggioranza.

Giuseppe Conte cambia idea sulle dimissioni: un giorno in più per la caccia ai responsabili

Fino a qualche ora fa le dimissioni di Giuseppe Conte da Presidente del Consiglio sembravano certe: come spesso succede in politica, però, ecco che nelle ultime ore c’è stato un colpo di scena con il Premier che sembra disposto ad affrontare nuovamente il voto del Senato.

Ricordiamo che la prossima settimana è in programma il voto in aula riguardante la relazione del Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede; un appuntamento molto atteso per quelli che potrebbero essere gli scenari previsti per il Governo. Molti, infatti, ritengono che questa volta non ci sarà maggioranza, con il Presidente del Consiglio che in tal caso non potrà esimersi dal recarsi al Quirinale per presentare le dimissioni. Anche se non si tratta di un voto vincolante per il Governo, infatti, questo confermerebbe che non vi è una maggioranza sufficiente per governare nei prossimi mesi.

Ed è per questo motivo che - specialmente dal Partito Democratico - si sta facendo pressione su Giuseppe Conte affinché questo possa presentare le dimissioni già prima del voto al Senato, dando così avvio ad una crisi pilotata che permetterebbe di avere il tempo necessario per ragionare su un Conte-ter e allargare la maggioranza (ma in caso di fallimento l’unica possibilità sarebbe quella del voto anticipato).

Tuttavia, nelle ultime ore sembra che Giuseppe Conte - che fino a ieri sembrava aver preso in considerazione l’ipotesi delle dimissioni anticipate - abbia deciso di tentare il rischiatutto, convinto di poter superare anche questa sfida.

Giuseppe Conte rinvia la relazione di Bonafede al Senato?

Inizialmente, l’appuntamento con le relazione del Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, alla Camera era atteso per mercoledì 27 gennaio. Tuttavia, sembra che questo sarà rinviato di un giorno, a giovedì 28 gennaio.

Uno spostamento di 24 ore che ufficialmente verrà disposto per gli impegni di alcuni senatori del Movimento 5 Stelle; in realtà, però, c’è chi ritiene che questa decisione nasca dalla volontà di Giuseppe Conte di andare nuovamente alla conta al Senato, convinto del fatto che anche questa volta si potrà ottenere la maggioranza dei voti. Solo allora Conte inizierà i lavori per un Conte-ter e un allargamento della maggioranza.

E proprio perché dal Partito Democratico dicono “no alle improvvisazioni” chiedendo a Giuseppe Conte un piano per andare avanti con questa maggioranza - mantenendo il veto ad Italia Viva - il Premier sembra aver scelto di prendersi un giorno in più di tempo per testare il clima al Senato e verificare se effettivamente ci saranno i numeri per superare l’empasse. Un giorno in più per trovare il numero di responsabili disposti a votare la risoluzione di maggioranza, anche perché questa volta il rischio concreto è che Italia Viva accetti di votare contro il Governo (mentre ricordiamo questa si era astenuta dal votare la fiducia).

La speranza di Giuseppe Conte, quindi, è chiara: evitare di salire al Senato per dare il via ad una crisi che - anche se pilotata - potrebbe avere scenari non preventivati.

Il Partito Democratico vorrebbe le dimissioni di Giuseppe Conte

Chi continua a spingere, seppur non ufficialmente, per le dimissioni di Giuseppe Conte è il Partito Democratico. Il PD continua ad essere compatto intorno alla figura di Giuseppe Conte, tuttavia i maggiori esponenti del Nazareno chiedono al Premier un nuovo patto di legislatura - con un rimpasto di Governo - così da rinsaldare la maggioranza.

Bisogna evitare i passi falsi: a tal proposito, nelle ultime ore sono arrivate le dichiarazioni del numero due del PD, Andrea Orlando, il quale ha ribadito che per il voto di Bonafede “servirà un’iniziativa politica del governo e del Ministro”.

Servirà “un’apertura”, senza la quale “si rischia di andare a sbattere”. Ecco quindi che anche il PD comincia ad avvertire Giuseppe Conte: un fallimento al Senato difficilmente verrà perdonato.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories