Giornata mondiale del risparmio: i numeri dell’Italia

Italiani più propensi al risparmio rispetto agli altri cittadini europei. I dati in vista della giornata mondiale del risparmio.

Giornata mondiale del risparmio: i numeri dell'Italia

Le nuove misure di restrizione varate dal governo, che si teme possano portare presto ad un nuovo lockdown come annunciato in Francia e Germania, stanno accentuando la maggiore propensione al risparmio degli italiani rispetto agli altri cittadini europei.

Questa è la tendenza evidenziata dai dati sull’Italia riportati da diversi studi pubblicati in vista della Giornata Mondiale del Risparmio del 31 ottobre.

Giornata mondiale risparmio: i dati dell’Italia

Come pubblicato in un report dalla banca N26, il 34% degli intervistati ha dichiarato di aver rinunciato ad una spesa ritenuta non essenziale, mentre il 27% ha affermato di essere più attento nella gestione delle proprie finanze per poter contare su una maggiore sicurezza economica nel lungo periodo.

Solamente il 26% ha risposto di non aver mutato il proprio atteggiamento dalla comparsa del virus.

Una percentuale notevolmente più bassa se si considerano le altre popolazioni d’Europa. Infatti, i partecipanti al sondaggio che hanno sostenuto di aver mantenuto le stesse abitudini pre-Covid sono il 46% nei Paesi Bassi, il 37% in Germania, il 36% in Francia e il 34% in Belgio.

La stessa N26 ha visto aumentare del 50% tra aprile e settembre l’utilizzo del servizio offerto Spazi, il quale permette agli utenti di mettere da parte i propri soldi, senza investirli, separandoli dal conto corrente utilizzato per le spese quotidiane.

Anche in questo caso i clienti italiani hanno registrato il dato più alto del continente.

Aumenta il risparmio, calano i consumi

Una situazione preannunciata qualche settimana fa anche dal Bollettino Economico di Banca d’Italia.

Il documento mostrava come le famiglie nel secondo trimestre avessero portato la propria propensione al risparmio al 18,6%, a fronte di una riduzione del reddito del 5,6%, con la conseguenza di un calo dei consumi privati dell’11,4%.

Si tratta di un tasso di oltre il doppio rispetto a quanto osservato nel 2019. Nel sondaggio condotto da Bankitalia, circa un terzo delle famiglie aveva inoltre dichiarato l’intenzione di ridurre ulteriormente le proprie spese per “beni non durevoli”.

Un aumento percentuale che in termini assoluti si è tradotto in una liquidità bloccata sui conti correnti bancari pari 1.682 miliardi di euro, con un incremento di 125 miliardi dall’anno precedente.

Scarso orientamento verso gli investimenti

Tutti i dati riportati mostrano ancora una volta come gli italiani siano un popolo di formichine.

Tuttavia, se da una parte tale attitudine protegge le famiglie del Belpaese da possibili future crisi, dall’altra, a causa di uno scarso orientamento verso gli investimenti, crea anche un impoverimento per i mancati guadagni derivanti dai tassi di interesse.

Un comportamento che porta ad una situazione paradossale, per la quale i cittadini italiani sono tra i migliori a risparmiare e, al tempo stesso, tra i peggiori a far fruttare i propri soldi.

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