Se avete parlato con alcuni «ottimisti del mercato», allora probabilmente avete sentito che il Giappone è in una cosiddetta ripresa a «V». E perché no? Le vendite al dettaglio in Giappone hanno recentemente sorpreso i mercati con un aumento dell’ 1,1% annualizzato nel mese di giugno, la prima lettura positiva dopo il terremoto e lo tsunami a marzo. E c’è di più: la produzione industriale è aumentata del 5,7% in maggio, il ritmo di crescita più veloce in 50 anni.
Ma questi sviluppi sono davvero abbastanza perchè possano definirsi segnali di una ripresa economica a «V»? Il Giappone è riuscito in qualche modo a raccogliere cocci, ma dobbiamo guardare oltre le vendite al dettaglio per avere un quadro completo (anche se si deve ammettere, il grafico delle vendite al dettaglio ha un aspetto a forma di V) .
E ’importante ricordare che una fetta enorme di economia del Giappone è connessa all’esportazione. Se diamo uno sguardo agli ultimi dati relativi, si può vedere che il valore, nel mese di giugno, è ancora in calo dell’1,6% rispetto all’anno precedente.
Certo è solo una piccola goccia, ma se lo si confronta con i livelli pre-recessione globale, difficilmente lo si può chiamare un recupero. Inoltre, le vendite di veicoli nuovi in Giappone sono recentemente scivolate di un 27,6% da record nel mese di luglio, dopo che le interruzioni nella produzione hanno continuato a farsi sentire, gravando sul settore leader della produzione industriale giapponese.
Sembra dunque che il Giappone abbia ancora molto da fare prima che raggiunga i livelli pre-recessione e molte minacce reali e pressanti da affrontare e superare che ostacolano la sua crescita.
In primo luogo vi è il rallentamento della domanda mondiale. Le esportazioni verso gli Usa e la zona euro, due dei suoi più grandi mercati, sono ancora ben al di sotto dei livelli pre-recessione, mentre le esportazioni verso la Cina, la cui economia è in piena espansione, non sono stati così massicce come ci si sarebbe aspettati.
Il problema è che è difficile immaginare che le cose possano migliorare nel breve termine. Beh, almeno non con gli Stati Uniti e la zona euro alla prese con i loro problemi di debito, e la Cina sul punto del surriscaldamento.
E non dimentichiamolo, il Giappone ha anche a che fare con la minaccia infinita di deflazione, un problema che incombe sulla sua testa come una spada di Damocle.
Che cosa significa tutto questo per lo yen?
Beh, ad essere onesti, non molto! I mercati non hanno prestato molta attenzione ai fatti del Giappone negli ultimi tempi. Sono stati troppo occupati a preoccuparsi degli Stati Uniti e dei problemi della zona euro, che hanno portato lo yen, rifugio sicuro, in cima alle classifiche.
USD / JPY è stato schiacciato e compresso nell’area di tutti i suoi minimi storici prima che la Banca del Giappone (BOJ) intervenisse questa mattina. A giudicare dal modo in cui stanno andando le cose finora, non passerò molto tempo prima di vedere una vera ripresa a V ... Non nell’economia, ma nella coppia USD / JPY!
Tradotto da: Nadia Fusar Poli per forexinfo.it
Fonte: babypips.com