GOOGLE. Google ha registrato un utile netto di 2,73 miliardi dollari nel III trimestre dell’anno, in crescita del 26% su base annua e un risultato superiore alle aspettative.
Sulla base del numero di azioni ed escludendo voci straordinarie, l’utile è di 9,72 dollari, ben oltre gli 8,74 dollari attesi dagli analisti. Le entrate escluse le commissioni pagate ai siti partner, ammontano a 7,51 miliardi di dollari, contro i 7,19 miliardi di dollari stimati dagli analisti
Larry Page, il CEO dell’azienda Internet di Mountain View, si è rallegrato dell’ incremento pari al 33% del fatturato totale.
Riferendosi al nuovo Google+, lanciato in giugno e aperto al grande pubblico nel mese di settembre, Page ha detto che sono stati superati i 40 milioni di utenti. “E siamo solo all’inizio", ha detto in un comunicato.
La società ha precisato di aver aumentato la sua forza lavoro del 9% in tre mesi, portandola a più di 31.000 dipendenti, e di disporre di un totale di 42,6 miliardi di dollari in contanti, al 30 settembre.
Google, che questa estate ha annunciato l’intenzione di acquistare il produttore di cellulari Motorola Mobility per 12,5 miliardi dollari, ha annunciato di voler «continuare a fare investimenti significativi».
I costi operativi sono invece aumentati: ora rappresentano il 34% dei ricavi, con un incremento di un punto a partire dalla primavera e di quattro punti a partire dall’estate del 2010.
Il titolo Google è salito nel mercato after hours, con un balzo del 6 per cento.
Le prestazioni sorprendenti di Google sollevano nuovamente la domanda: Qual è il segreto del successo di Google? Come può una società accumulare 9,7 miliardi dollari di ricavi, in gran parte dalla pubblicità?
La risposta alla prima domanda è certamente la leadership e l’innovazione nei settori in rapida crescita quali motori di ricerca, multimedia, e smartphones. Come altre aziende tecnologiche di successo come Apple Computer, Oracle Corporation e Salesforce.com, Google è un’azienda orientata al cliente, il cui processo di innovazione inizia e finisce con il cliente: cliente-azienda-cliente.
La risposta alla seconda domanda è l’imprenditorialità collettiva, il secondo segreto del successo di Google. L’ imprenditorialità collettiva è una organizzazione di rete che consente a un gruppo eterogeneo di persone di condividere i rischi e i benefici connessi con la scoperta e lo sfruttamento di nuove opportunità di business. Il servizio Google Blogger, ad esempio, consente ai bloggers di creare propri blogs promuovendo idee e prodotti; ai visitatori di accedere a questi prodotti e idee; e agli inserzionisti di lanciare i propri prodotti e servizi agli utenti.
In altre parole, un colpo di genio dei fondatori dell’azienda. Soluzioni di successo che attirano un grande traffico da tutte le parti: i visitatori ottengono l’informazione o il prodotto che cercano, gli inserzionisti rendono i loro prodotti e servizi disponibili al pubblico giusto, e i bloggers condividono i ricavi pubblicitari con Google. Al contrario, i blogs senza successo che non riescono ad attrarre traffico, subiscono perdite su tutti i fronti. I visitatori perdono il loro tempo, perché non trovano ciò di cui hanno bisogno, gli inserzionisti non hanno pubblico per la loro pubblicità, e bloggers e Google non hanno entrate da dividere - Google spreca il suo cyberspazio, e i bloggers sprecano il loro tempo per pubblicare qualsiasi materiale.
Google non è solo un innovatore tecnologico. E’ un innovatore del modello di business.