Uomini armati fanno irruzione al giornale satirico Charli Hebdo, 10 i morti
Due uomini armati di kalashnikov, incappucciati e vestiti di nero sono entrati nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo, uccidendo almeno 10 persone e ferendone altre 5.
Non è la prima volta che Charlie Hebdo finisce nel mirino degli integralisti islamici. L’accusa p quella di aver deriso la figura del Profeta Maometto. Pochi minuti fa, due uomini hanno fatto irruzione nella redazione parigina cominciando a sparare a più non posso.
Secondo i media francesi tra i feriti ci sarebbe anche un poliziotto, giunto sul posto per prestare soccorso. Il quotidiano francese 20Minutes sarebbe riuscito a contattare per telefono un dipendente del quotidiano, il quale avrebbe detto:
’’è un vero massacro, ci sono dei morti’’.
La linea è caduta prima che potesse aggiungere altro.
Charlie Hebdo è un giornale satirico caratterizzato da un’ironia pungente e spesso irriverente. Attraverso articoli e vignette mira a difendere i diritti e le libertà individuali. «Un giornale stupido e cattivo», come si autodefinisce da più di 50 anni, che ha sempre suscitato polemiche.
Celeberrima nel 1970, la copertina relativa alla morte di Charles De Gaulle che diede scandalo in tutto il Paese: «Bal tragique a Colombey, un mort», ballo tragico a Colombey (la residenza del Generale), un morto.
Il ministro dell’Interno francese arrivò a bloccare le pubblicazioni e a interdire l’intero staff del giornale. Ma i giornalisti aggirarono il divieto dando vita al Charlie Hebdo (il nome precedente era Hara - Kiri).
Politicamente risulta vicino alla gauche, ma non ha mai rinunciato a colpire gli esponenti di centrosinistra.
Ma è nel 2006 che l’Hebdo creò una polemica a livello internazionale per la scelta di ripubblicare le dodici vignette su Maometto del giornale danese Jyllands-Posten e attirando l’ira del mondo islamico. Il Consiglio francese del culto musulmano chiese il ritiro delle copie, mentre il direttore fu incriminato (poi assolto) per razzismo.
. La battaglia contro l’estremismo islamico va avanti da parecchio. L’ultimo «attacco» risale al numero dedicato alla vittoria degli islamisti in Tunisia. In copertina spicca una immagine di Maometto che promette «cento frustate se non morite dal ridere». «Sì, l’Islam è compatibile con l’umorismo», hanno scritto i redattori del settimanale.
Ma prima che l’edizione arrivasse in edicola, la sede del giornale fu stata distrutta da un incendio provocato da un lancio di molotov.
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