Il presidente francese Nicolas Sarkozy (27,1%) lotta per la sua sopravvivenza, dopo essersi attestato dietro il candidato socialista François Hollande (28,6%) nel primo turno delle elezioni presidenziali.
Gli elettori dovranno ora scegliere tra Sarkozy, in carica, che assicura di avere l’esperienza e l’energia per portare la Francia fuori dalla crisi del debito sovrano in Europa, e Hollande, un politico meno conciliante con le richieste provenienti dall’Unione Europea, soprattutto in materia di austerità.
Una domanda cruciale, per il secondo turno, è se Sarkozy sarà in grado o meno di attirare il 18,0% degli elettori che hanno scelto il leader di estrema destra Marine Le Pen. I sondaggi mostrano infatti che una larga parte di persone che hanno votato per Le Pen al primo turno potrebbero astenersi al secondo turno, piuttosto che votare per Sarkozy.
La Francia di Sarkozy e la vittoria di Hollande per l’UE
Sarkozy è stato eletto nel 2007 con la promessa di stimolare l’economia della Francia, riducendo il suo ampio settore pubblico e dimezzando il tasso di disoccupazione al 5%. Ma dopo la crisi finanziaria globale del 2008, Sarkozy si è basata sul debito per sostenere le banche e i produttori di auto, oltre che per preservare il generoso sistema di welfare del paese.
Anche se il presidente in uscita sostiene di aver evitato le trappole di Grecia, Irlanda e Portogallo, che hanno dovuto chiedere l’aiuto internazionale, non è riuscito a mantenere le sue promesse elettorali: la disoccupazione è al picco massimo degli ultimi tredici anni, con il 10%, e il debito pubblico rappresenta quasi il 90% della produzione annuale del paese, rispetto al 64% nel 2007.
La scelta della Francia ha grandi implicazioni per il resto dell’Europa. Fino ad ora, il paese si è conformato in maniera rigorosa alla ricetta dell’austerità tedesca per affrontare la crisi. Ma François Hollande, che si prevede vincerà il ballottaggio del 6 maggio, ha invitato i partner europei della Francia a investire di più per raggiungere la crescita economica.
«La mia responsabilità, e so di essere osservato al di là dei nostri confini, è quello di orientare l’Europa sulla via della crescita e della creazione di posti di lavoro», ha dichiarato ieri Hollande ai suoi sostenitori.
Dal momento che la Grecia ha incontrato enormi difficoltà finanziarie più di due anni fa, seguita da Irlanda e Portogallo, un’euro-zona governata dalla Germania ha imposto la disciplina di bilancio come risposta principale per risanare le finanze pubbliche dei paesi in difficoltà.
Anche se il governo francese si è spesso pronunciato per un migliore bilanciamento della disciplina fiscale e a favore di una maggiore solidarietà nella zona euro, Sarkozy si è schierato con il cancelliere tedesco Angela Merkel al fine di assicurare che tutti i membri dell’unione monetaria seguissero la dieta rigorosa voluta dalla Germania.
Ad ogni modo, tra i pesanti tagli alla spesa, compresa la svendita delle retribuzioni pensionistiche e dei salari dei dipendenti pubblici, i paesi della zona euro stanno rallentando e gli investitori sono seriamente preoccupati circa la capacità di paesi come Spagna e Italia a finanziare i loro deficit di bilancio nei mercati obbligazionari.
Crisi politica in Olanda a causa dell’austerità
Un altro sviluppo europeo nel fine settimana ha indicato l’aumento dei segni per cui gli europei si stanno ribellando contro la povertà che ha dominato nella risposta del vecchio continente alla crisi del debito sovrano.
Si è potuto osservare come, negli anni passati, i Paesi Bassi siano stati fermamente schierati a favore della soluzione tedesca dell’austerità; ma il consenso a questa linea politica sembra che si stia erodendo.
Nei Paesi Bassi, infatti, i colloqui per adottare misure in favore di un taglio al deficit di bilancio del governo olandese sono falliti dopo sette settimane di negoziati.
Primo ministro olandese Mark Rutte ha infine dichiarato che le elezioni anticipate sono un esito «ovvio».
L’economia olandese sta procedendo male e dovrebbe segnare una contrazione quest’anno, con una contemporanea espansione del suo deficit di bilancio che la renderebbe una delle peggiori economie della zona euro.
Dopo l’intenso fine settimana con sviluppi politici in Francia e nei Paesi Bassi, l’approvazione del patto fiscale europeo, voluto dalla Germania e approvato dai leader della zona euro a Bruxelles nello scorso mese di dicembre, potrebbe anche essere ritardata o messa in discussione - a maggior ragione con l’avvicinarsi, nel prossimo mese, delle elezioni in Grecia e del referendum sullo stesso patto fiscale europeo in Irlanda.
Conclusione
Le elezioni francesi e, in particolare, l’annunciata vittoria del candidato socialista François Hollande devono probabilmente essere lette come un’arena in cui si confrontano due programmi economici diversi e due ricette diverse per la risoluzione del debito europeo. Da un lato Sarkozy, con la ricetta tedesca dell’austerità, dall’altro, invece, Hollande con la proposta di maggiori investimenti e tagli alle fasce di reddito «ricche». Allo stesso tempo, le criticità che insorgono in Europa contro le politiche portate avanti fino ad ora dai leader dell’UE, insieme ad una realtà sociale ed economica in crisi acuta, se non proprio in disfacimento, si aggiungono alle voci degli economisti che, soprattutto dagli Stati Uniti, considerano le attuali ricette europee come politiche di «suicidio economico», per riprendere la recente espressione di Paul Krugman sul New York Times. La vittoria di Hollande potrebbe davvero costituire una nuova possibilità politica per l’Europa con l’insorgere di un nuovo approccio alla crisi del debito e all’ormai dilagante debolezza dell’economia reale dei paesi europei.
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