La Fomula 1 è arrivata in Europa. In questo fine settimana è infatti in programma il Gran Premio di Imola, primo appuntamento della stagione a svolgersi nel continente europeo, dopo che il circus ha avviato i propri motori tra Stati Uniti, Medio Oriente ed Estremo Oriente.
La Formula 1 sembra tendere sempre di più a latitudini lontane dall’Europa, lì dove è stata fatta gran parte della storia dei questo sport, ma dove gli investimenti e le possibilità economiche non possono essere paragonati a quelli di altre zone del mondo. Un allargamento geografico delle tappe del Mondiale mette a rischio soprattutto quei Paesi che come l’Italia hanno due appuntamenti, al momento, tra le tappe del calendario.
Trattative in corso per non perdere il Gp di Imola
Monza e Imola sono tasselli importanti di quella che è la tradizione della Formula 1. Evidente però di come la situazione in questo momento soprattutto per Imola sia maggiormente in bilico rispetto a Monza. Nel corso della conferenza stampa di presentazione del weekend di gara però ci sono state dichiarazioni importanti che hanno evidenziato senza alcuna incertezza come l’intenzione sia quella di non perdere l’appuntamento di Imola tra quelli dei prossimi Mondiali di Formula 1. «A noi interessa un accordo stabile e pluriennale – ha affermato Michele de Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna – non ha senso fare trattative a pezzi. Imola è il luogo perfetto per la Formula 1: per la sua storia, per le infrastrutture, per l’identità economica e culturale. Non si tratta solo di ospitare una manifestazione, ma di tenere l’eccellenza italiana dove merita di stare, in uno dei templi più avanzati per la ricerca e il progresso umano, che è il motorsport».
A queste dichiarazioni si affiancano anche quelle di Tullio Del Sette, Commissario Straordinario dell’Aci: “Le trattative sono in corso e le risorse ci sono. Il fatto che ci sia Monza non impedisce che ci sia anche Imola. Possiamo convivere nel calendario. La carta migliore sarà il successo dell’edizione 2025”. Edizione a cui Imola arriva dopo una serie di interventi che negli scorsi mesi sono stati eseguiti con l’obiettivo di migliorare il più possibile il circuito, il paddock e tutta l’area che accoglie la pista intitolata a Dino ed Enzo Ferrari.
Possibili ricavi da Gp da oltre 100 milioni di euro per il 2025
Al momento la situazione è la seguente: il 2025 è l’ultimo anno dell’attuale contratto di Imola con la Formula 1 e il rinnovo non è stato ancora ufficializzato. La situazione dunque appare incerta, al netto della ferma volontà di tutte le componenti italiane di arrivare il più possibile a un prolungamento per i prossimi anni. Ma quanto vale il Gp di Imola? Sport e Finanza ha analizzato i numeri collegati al Gran Premio e ha prodotto delle stime che fanno capire come l’appuntamento emiliano sia già importante da un punto di vista economico, ma allo stesso tempo abbia ancora dei margini di sviluppo e di crescita.
Nel dettaglio, l’edizione 2024 ha generato ricavi da Gp superiori agli 86 milioni di euro. Una cifra significativa che per il 2025 potrebbe essere ulteriormente ritoccata verso l’alto: le stime infatti dicono che si potrebbe andare oltre i 100 milioni di euro, con una crescita del 30% rispetto all’edizione precedente. Allargando ulteriormente la prospettiva, complessivamente l’impatto economico del GP di Imola tra ricavi diretti generati all’interno dell’autodromo e indotto sul territorio potrebbe superare quota 280 milioni di euro.
Attualmente inoltre l’indotto annuo generato dal circuito, considerando quindi tutte le iniziative ospitate oltre alla Formula1, è stimato in 600 milioni di euro, ma con gli investimenti pianificati potrebbe superare il miliardo entro il 2029. Nei prossimi quattro anni il contributo totale all’economia del territorio potrebbe raggiungere i 2,4 miliardi di euro, con un potenziale di crescita fino a 4 miliardi qualora tutti i progetti previsti venissero realizzati. Certo, prima di tutto bisogna arrivare alla conferma in calendario anche per le prossime stagioni.