Le borse europee continuano a viaggiare in territorio positivo, ma la volatilità sta aumentando a vista d’occhio e spesso avvengono delle forti oscillazioni verso il basso prontamente recuperate dai compratori più stabili sul mercato. Gli investitori sono ancora disorientati dopo l’asta di ieri della BCE, in quanto ora ci si interroga sull’utilizzo dei fondi dati in prestito alle banche europee. Draghi spera che le banche utilizzino il denaro per dare sollievo all’economia reale - evitando un clamoroso credit crunch in vista di un deciso rallentamento nel prossimo anno - e per sostenere le aste dei titoli di stato.
Sul Forex il tasso di cambio euro/dollaro, dopo una buona partenza che aveva portato i prezzi in area 1.3110, ha sperimentato un brusco calo tornando in area 1.3040. Il cambio è da ieri mattina soggeto a queste oscillazioni erratiche, frutto di un’incertezza in continuo aumento tra gli investitori. Fare previsioni in questo momento diventa quindi molto complicato. Tuttavia, è possibile ipotizzare un andamento laterale tra 1.32 e 1.30 nei prossimi giorni, senza alcun breakout di key levels rilevanti salvo notizie market sensitive come può essere il taglio del rating di uno o più stati sovrani.
Sul Forex il cambio euro/yen è stato respinto poco sopra 102.30 ed è tornato in area 101.80, una clsuter area rilevante. E’ molto volatile anche la sterlina, interessata anche dal dato finale sul Pil del terzo trimestre dell’anno. Il risultato finale si è attestato a +0,6% t/t, meglio delle attese degli analisti che si aspettavano un dato a +0,5% t/t. Il tasso di cambio sterlina/dollaro, respinto in area 1.5730, è sceso fino in area 1.5670. Il cambio sta mostrando molta difficoltà a salire ulteriormente e potrebbe tornare a breve ad effettuare il test del supporto di 1.5650. Tra le commodity pochi spunti sull’oro, che resta in area 1610$ l’oncia, mentre il petrolio Wti è tornato sotto 99$ al barile.
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