Al vertice UE di Bruxelles i leader europei hanno trovato l’accordo definitivo sul “fiscal compact”, cioè il nuovo patto di bilancio voluto dalla Germania per imporre maggiore disciplina fiscale ai paesi membri dell’Unione europea. Non hanno aderito soltanto Regno Unito e Repubblica Ceca. L’accordo Ue-25 prevede l’obbligo del pareggio di bilancio. I paesi con un debito superiore al 60% del pil dovranno impegnarsi a ridurre il debito stesso di 1/20 ogni anno.
I leader europei hanno anche trovato il modo di dare il via libera al fondo salva-stati permanente ESM che partirà il prossimo 1° luglio. La potenza di fuoco al momento è di 500 miliardi di euro, ma molti paesi (Francia, Italia, ma anche Commissione Ue e Fmi) chiedono il rafforzamento a 750 – 1.000 miliardi di euro (soluzione al momento poco appetibile agli occhi dei tedeschi).
Ieri la giornata dei mercati finanziari ha mostrato un andamento tra luci ed ombre, in quanto per gran parte della seduta erano state accumulate forti perdite a seguito dei timori sul Portogallo e dopo l’asta dei Btp italiani a 5 e 10 anni. Nel primo caso spaventa l’andamento dei bond di breve termine, con il quinquennale balzato sopra il 21%. Secondo gli economisti Rogoff e Roubini, intervenuti al World Economic Forum di Davos, il Portogallo sarà costretto a ristrutturare il debito seguendo la stessa strada intrapresa dalla Grecia.
Nel caso dell’asta dei Btp a 5 e 10 anni, la domanda non è stata esaltante tanto che l’ammontare collocato non è stato il massimo previsto dal Tesoro italiano. Inoltre, il rendimento del decennale è rimasto sopra il 6%. Ieri lo spread Btp-Bund è tornato sopra 430 punti base. Intanto, secondo l’agenzia di rating Moody’s, la manovra del governo Monti, denominata “salva-Italia”, diminuirà il reddito delle famiglie. Il pil italiano dovrebbe, invece, diminuire dell’1% nel 2012 mentre il tasso di disoccupazione salire all’8,8% dall’8,2%.
Sul Forex il tasso di cambio euro/dollaro è sceso con grande intensità nella prima parte della seduta di ieri fino all’area di supporto daily di 1.3080, dove ha trovato la forza per rimbalzare. L’accordo di Bruxelles sul fiscal compact ha ridato forza al cambio, che è così tornato poco sotto 1.32. Se non ci saranno ulteriori eccessive perdite di momentum nell’intraday, il cambio dovrebbe salire fino a 1.3230 prima e 1.3280 – 1.33 poi. Il cambio euro/yen, invece, è sceso fino a 99.98 ma poi è rimbalzato fin sopra 100.50.
Sul Forex ieri abbiamo assistito a forti acquisti sullo yen, con il cambio usd/jpy sceso fino a 76.17 dopo il breakout ribassista del supporto daily di 76.50. Ottimo l’andamento della sterlina, con il cable in area 1.5750 (a pochi passi dalla resistenza daily di 1.5780 – 1.58) e il cambio eur/gbp tornato ieri in area 0.8350. Tra le commodity ancora in rialzo l’oro a 1740$ l’oncia, mentre l’argento è in area 33.8$ l’oncia. Il petrolio Wti, invece, quota intorno a 99.5$ al barile, dopo che ieri era sceso fino a 98.4$ al barile.
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