Forex nel 2013: tra banche centrali, trading Ro-Ro e questioni di spread

Federica Agostini

17 Aprile 2013 - 18:50

Forex nel 2013: tra banche centrali, trading Ro-Ro e questioni di spread

Dopo lunghi mesi di buio, il mercato delle valute sembra essere tornato alla luce. Gli investitori sono accorsi di nuovo verso il mercato Forex e le principali valute hanno sviluppato nuovi trend. I discorsi sulla possibilità di una guerra di valute hanno avuto l’effetto di mettere nell’agenda dei politici, le questioni relative all’andamento del valutario che in questi mesi ha assunto un assetto più «normale».

Ai vertici delle banche d’investimento Forex ci si attende che finalmente il 2013 possa spazzar via la modalità Ro-Ro (risk on-risk off) che ha caratterizzato il trading dall’inizio della crisi finanziaria del 2008 e che, finalmente, si possa tornare al trading sul mercato delle valute determinato dall’andamento dei fondamentali economici.

Il ruolo delle banche centrali

Lo Yen Giapponese è stato la grande attrazione sino ad oggi, per questo 2013. Andare short sulla moneta nipponica è stato il trading più popolare del mercato dalla fine dello scorso anno, quando il governo ha promesso di trascinare ad ogni costo il Giappone fuori dalla deflazione che dura ormai da decenni.

Il recente intervento della Bank of Japan ha creato un trend evidente nello Yen Giapponese, musica per le orecchie di investitori e trader ormai stanchi di vedere il mercato valutario reagire ad ogni minima nuova notizia sugli sviluppi della crisi in Europa.

Dall’inizio del 2013, il dollaro ha subito un aumento del 15% contro lo Yen, avvicinandosi alla linea del 100, il livello in assoluto più alto degli ultimi 4 anni. Anche l’Euro è ai livelli massimi contro lo Yen da oltre tre anni a 130; un guadagno del 14%.

Ma lo Yen non è l’unico a mostrare un forte trend all’inizio di quest’anno. Anche la Sterlina inglese è scesa fortemente nelle prime 10 settimane dell’anno: le forti preoccupazioni per lo stato di salute dell’economia britannica hanno spinto gli investitori a svendere il GBP.

Il ritorno dei fondamentali?

Se il mercato forex ha assunto un nuovo aspetto quest’anno, allora è anche merito del fatto che ci sia stata una progressiva diversificazione degli investimenti. Negli ultimi due anni circa, spiegano gli analisti Barclays, il contesto è stato molto più complesso e guidato dagli eventi politici in Europa.

Secondo Kevin Rodgers, a capo del Forex per Deutsche Bank, all’inizio el 2013: «C’è la sensazione di un contesto di trading più»normale«rispetto a prima, con un forte interesse nello Yen, nella Sterlina e nel Franco Svizzero

L’attenzione su una gamma più ampia di valute, dunque, riporta il mercato ad un assetto più accattivante.

Anche Jeff Feig, Citigroup di New York, conferma che il trading sia oggi decisamente meno determinato dal contesto Ro-Ro e maggiormente influenzato dall’andamento dei fondamentali che soggiacciono alle coppie valutarie.

Ma attenzione, il trading Ro-Ro non si è esaurito del tutto. La situazione del bailout di Cipro ha fatto vacillare le certezze relative ad un definitivo ritorno al trading sui fondamentali, facendo temporaneamente riemergere il trading dominato dall’avversione al rischio e la corsa ai safe-haven come protezione contro la crisi dell’Euro.

Questioni di spread

Le banche sperano anche in un aumento dei ricavi quest’anno. I dati elaborati da Coalition (un’agenzia di servizi finanziari analitici) mostrano un calo di circa un quinto dei ricavi lo scorso anno, dovuto principalmente alla mancata copertura di molte aziende alla volatilità dei mercati.

Ma anche su questo dato c’è ottimismo. Tim Carrington della RBS spiega: «nel primo trimestre abbiamo visto ricavi superiori a quelli degli anni passati. La comunità di investitori è decisamente più attiva di quanto non sia stata per anni.»

Ma aggiunge anche una nota di allerta: il mercato Forex diventa sempre meno profittevole per via dell’aumentata competizione tra le banche che porta a margini minori. Ad esempio, la differenza di prezzo tra l’acquisto e la vendita di una coppia valutaria, conosciuto come spread bid-offer, è diminuita sensibilmente.

Conclude Carrington: «La riduzione degli spread ha colpito la comunità bancaria in maniera piuttosto difficile e le forti pressioni sui costi hanno reso il lato degli investitori più aggressivo.»

Abstract e traduzione italiana a cura di Federica Agostini
Fonte: Financial Times
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