Il dollaro australiano è sceso ieri sui minimi da oltre 4 anni, dopo che il numero due della RBA ha dichiarato che la valuta è destinata ancora a scendere
Momento difficile per il dollaro australiano, che paga la debolezza dei prezzi delle commodity e le continue dichiarazioni di esponenti della Reserve Bank of Australia circa nuovi possibili cali per la valuta oceanica. Non è un mistero che la RBA abbia cambiato completamente il suo approccio di politica monetaria negli ultimi 18 mesi. In primis è avvenuto un continuo taglio dei tassi di interesse, che dal 4,75% di fine 2011 sono stati portati al 2,5% ad agosto 2013. Poi la RBA ha utilizzato frequentemente toni dovish sulla valuta, dichiarando che la stessa sia attualmente ben al di sopra del suo fair value.
La verità è che anche l’Australia soffre la concorrenza dei player asiatici nel commercio globale. Le sue esportazioni sono senza dubbio più competitive con una valuta più debole, visto che nell’area del Far East asiatico diverse monete si sono svalutate tantissimo negli ultimi due anni (ad esempio lo yen giapponese e la rupia indonesiana). Sidney non vuole perdere importanti quote di export verso la Cina, la gallina dalle uova d’oro per il paese oceanico visto che assorbe più della metà del suo export (soprattutto minerale di ferro, carbon coke e altri metalli).
Un dollaro australiano più debole consentirebbe a Sidney di guardare con maggiore ottimismo al futuro e di programmare più serenamente la exit strategy dall’attuale politica monetaria espansiva. I tassi sono stabili da 15 mesi al minimo storico del 2,5% e la RBA non ha alcuna intenzione di ritoccarli ulteriormente. Nel frattempo politici e membri del board dell’istituto monetario di Sidney continuano a ribadire che la valuta nazionale è ancora troppo forte. In questa direzione sono giunte anche le parole di Philip Lowe, vice-governatore della RBA, secondo il quale la valuta australiana è destinata a deprezzarsi ancora in scia alla debolezza dei prezzi delle materie prime.
Lowe ha sottolineato che “il tasso di cambio è chiamato a svolgere il suo importante ruolo di stabilizzazione e deve scendere quando i dati su commercio e investimenti sono in calo”. Insomma il numero due della RBA sta apertamente invitando gli investitori a vendere la valuta in questa particolare fase di mercato. Sul forex il tasso di cambio AUDUSD, il cosiddetto Aussie, è crollato in pochi giorni da area 0,88 a 0,8480, toccando il minimo più basso da luglio 2010. Stanotte c’è stato, però, un rimbalzo tecnico con ritorno a 0,86. E’ boom per il cross EURAUD, che si è spinto fino a 1,47 da 1,4235 nel giro di tre sedute (stanotte però è tornato sotto 1,4550).
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