I mercati finanziari hanno iniziato la nuova ottava in deciso calo, a causa delle notizie poco confortanti sulla Grecia. Sebbene il premier Lucas Papademos abbia annunciato che esiste un accordo con i partiti sulle nuove misure di austerity (tagli statali e privatizzazioni), trovato a seguito dell’incontro di ieri sera (durato 5 ore), un portavoce del partito socialista Pasok ha dichiarato che ci sono ancora molte questioni irrisolte. Insomma, il giallo si infittisce ma la Grecia rischia sempre più il crack finanziario, in quanto senza l’accordo sui piani di austerità non riceverebbe gli aiuti da 130 miliardi promessi dalla troika (Ue-Bce-Fmi). Atene ha già ricevuto 110 miliardi di euro nel maggio 2010, ma sembra proprio che non siano stati compiuti grossi passi in avanti.
Secondo l’agenzia di rating Fitch, la Grecia accetterà le nuove misure di austerità e si assumerà gli impegni per una “ordinata ristrutturazione del debito”, in quanto un eventuale default incontrollato di Atene provocherebbe addirittura una disgregazione del sistema dei pagamenti, oltre ad una quasi certa uscita della Grecia dalla zona euro. Le borse europee sono in calo questa mattina. La borsa peggiore è quella parigina, che perde l’1,2%. Le banche francesi sono le più esposte alla crisi della Grecia. Male anche Milano (-0,9%), mentre Francoforte segna un passivo dello 0,6%. Risalgono gli spread sovrani nella zona euro: lo spread Btp-Bund è a 385 punti base.
Sul Forex abbiamo assistito questa mattina ad una forte discesa sul cambio euro/dollaro fino a 1.3029, pochi pip sopra il supporto di 1.3025 toccato lo scorso primo febbraio. Il cambio è tornato in area 1.3050, supporto perforato con decisione poco dopo l’apertura degli indici azionari europei. I prezzi hanno così raggiunto la EMA20, importante supporto dinamico. Tuttavia, in caso di breakout ribassista di 1.3025, il cambio dovrebbe spingersi fino a 1.30 prima e 1.2980-70 poi. In discesa anche euro/yen sotto 99.90, mentre euro/sterlina ha trovato nuovamente supporto in area 0.8275.
Sul Forex è in calo anche il tasso di cambio sterlina/dollaro, che ha toccato un bottom intraday a 1.5729 raggiungendo così una zona di supporto di breve rilevante, considerando che aveva svolto il ruolo di resistenza solo qualche giorno fa. In caso di discesa sotto 1.5730, il cable dovrebbe spingersi fino a 1.5680 prima e 1.5650 poi. Tra le commodity è molto debole l’oro, sceso sotto 1715$ l’oncia. Giù anche l’argento a 33.2$: qui in caso di breakout ribassista di 33$, i prezzi potrebbero scendere fino a 32.5$ prima e 32.2$ poi nel giro di qualche ora. Il petrolio Wti, invece, quota sotto 97$ al barile.
© RIPRODUZIONE RISERVATA