La violenta discesa dei prezzi del petrolio sta mettendo in grande difficoltà anche il dollaro canadese, che continua a deprezzarsi sia contro euro che dollaro americano
Il dollaro canadese è una delle tre valute più colpite dal crollo dei prezzi del petrolio sui mercati internazionali (le altre due sono il rublo russo e la corona norvegese). La divisa di Ottawa deve fare anche i conti con la discesa dell’indice dei prezzi delle materie prime, che a ottobre ha registrato una flessione del 4,3% su base mensile, molto più di quanto avevano preventivato gli analisti finanziari (-2,1%). Venerdì è stato anche pubblicato il dato relativo all’indice dei prezzi dei prodotti industriali, che ha mostrato un calo dello 0,5% rispetto al mese precedente. Gli analisti finanziari si aspettavano, invece, un miglioramento dello 0,3%.
Questi dati macroeconomici deludenti hanno accentuato la debolezza della valuta nordamericana nell’ultima sessione di novembre, facendo balzare il valore del Loonie. Il tasso di cambio USDCAD si è spinto fino a 1,1458, non distante dai top di 1,1466 registrati il 5 novembre scorso. E’ stata piuttosto fredda anche la reazione degi investitori al dato sul pil del Canada per il mese di settembre. Rispetto alla discesa dello 0,1% avvenuta ad agosto, c’è stato un bel rimbalzo dello 0,4% su base congiunturale. Tuttavia il risultato era stato già pronosticato dagli economisti.
L’economia canadese sta comunque mostrando significativi segnali di miglioramento ormai da un po’ di tempo. Il tasso di disoccupazione a ottobre è sceso pù del previsto al 6,5% dal precedente livello del 6,8%. Sono stati creati più di 43mila nuovi posti di lavoro in un mese. Inoltre l’inflazione a ottobre è risultata in forte crescita e attualmente è la più alta tra i paesi sviluppati. Questi buoni dati, abbinati anche al miglioramento della bilancia commerciale di settembre, hanno fatto addirittura avanzare l’ipotesi di una imminente stretta sui tassi di interesse da parte della Bank of Canada.
Sul forex il dollaro canadese sembrava in decisa ripresa, in particolare sull’euro. Tuttavia l’ultima ottava ha riservato solo perdite alla valuta nordamericana, soprattutto dopo che i prezzi del greggio sono crollati ai minimi dal 2010 dopo la decisione dell’OPEC di non tagliare la produzione. Nei confronti del biglietto verde, il dollaro canadese ha perso l’1,6% nell’ultima settimana mentre nel rapporto con la moneta unica la perdita supera il 2%. Secondo gli esperti del forex il cambio USDCAD può spingersi ben oltre i top di periodo di 1,1470, con target di breve-medio termine posti a 1,1750 prima e 1,20 poi.
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