Ieri le borse hanno sofferto il brutto dato sull’indice di fiducia dei consumatori americani, che a gennaio è risultato decisamente inferiore alle attese, vanificando il buon andamento mattutino dovuto all’accordo di Bruxelles sul fiscal compact europeo (Ue-25, senza Regno Unito e Repubblica Ceca). Wall Street alla fine ha chiuso contrastata e solo l’indice Nasdaq ha mostrato un lieve guadagno. I listini azionari europei hanno chiuso in territorio positivo, ma hanno perso contatto con i top raggiunti nella mattinata. Stamattina Tokyo ha chiuso in leggero gain con una performance dello 0,08%.
Intanto, secondo alcune banche d’affari, la prossima asta di fine febbraio della BCE relativa alle operazioni di rifinanziamento a lungo termine (LTRO) potrebbe toccare almeno i 1.000 miliardi di euro di prestiti alle banche, che nell’asta precedente avevano richiesto quasi 490 miliardi. Per quanto riguarda la ristrutturazione del debito della Grecia, l’annuncio ufficiale dell’accordo tra Atene e creditori privati tarda ad arrivare e ciò sta innervosendo gli investitori che hanno ripreso a vendere asset denominati in euro.
Sul Forex il tasso di cambio euro/dollaro sta arretrando con decisione, con i prezzi che hanno finora toccato un minimo intraday a 1.3025. Il cambio si sta dirigendo sulla EMA20 daily, dove con tutta probabilità proverà a rimbalzare a partire da area 1.30 – 1.2980. In forte calo anche il cambio euro/yen, sempre più vicino al supporto di area 99.10 – 99. In caso di breakout ribassista deciso di questo supporto, il bearish trend di medio-lungo periodo dovrebbe ritornare in tutta la sua forza con target a 98 prima e 97 poi.
Sul Forex sembra farsi travolgere dal contesto di risk aversion anche la sterlina. Il cable ha impattato negativamente contro la resistenza di area 1.58 (anche se non è stata mai toccata con precisione, top di ieri a 1.5795) e da qui è partita una gamba ribassista molto pronunciata che ha riportato le quotazioni poco sopra 1.57. Tra le commodity l’oro resta poco sotto 1740$ l’oncia, ma al momento sembra dare l’impressione di poter rallentare ulteriormente la marcia rialzista di breve-medio periodo. Il gold potrebbe scendere nelle prossime ore e tornare magari sui supporti di area 1700$ l’oncia.
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