Partono con il segno più le borse europee, falcidiate ieri da un’ondata di vendite che ha provocato ribassi molto pesanti un po’ dappertutto in particolare a Milano dove l’indice azionario principale, cioè il FTSE MIB, ha perso il 3,8%. Gli investitori temono una serie di downgrade sui paesi della zona euro, come già avanzato da Standard & Poor’s prima del vertice UE di venerdì scorso. I risultati raggiunti con il summit non sono stati molto apprezzati dalle altre due agenzie di rating, cioè Fitch e Moody’s. Quest’ultima ha affermato che è pronta a rivedere i rating dei paesi della zona euro nei primi tre mesi del 2012. Intanto, ieri sono tornati a salire i rendimenti sui titoli di stato europei. Nonostante il successo del BoT Day (offerta completamente coperta), che ha sancito anche un leggero calo del rendimento dei titoli italiani a 12 mesi, lo spread Btp-Bund si è attestato in area 450 punti base ma poteva salire decisamente di più se non fosse stato per gli interventi della BCE sul mercato secondario dei titoli di stato.
Nelle prossime ore si potrebbe ipotizzare anche un leggero rimbalzo dopo le perdite accumulate ieri. Tuttavia, se gli indici azionari dovessero tornare a scendere con decisione già da questa mattina, anche sul Forex le cose potrebbero volgere velocemente al peggio. Il tasso di cambio euro/dollaro sta provando un test dell’ex supporto, ora resistenza, di area 1.3210 ma non sembra avere le forze per effettuare uno strappo che gli consentirebbe di allungare almeno fino a 1.3250-60. A questo punto non va escluso un veloce ritorno delle vendite con la formazione di una nuova gamba ribassista in caso di breakout deciso di 1.3160, cioè il minimo intraday. La proiezione a tre giorni per il cambio porta a identificare in 1.30 il target price della discesa.
Le vendite stanno colpendo anche euro/yen, con la valuta nipponica che sta mostrando i muscoli contro le majors. Il cambio ha peggiorato sensibilmente il suo quadro tecnico di breve periodo dopo il breakout ribassista del supportone di 103. Ora, in caso di rottura di 102.50, i prezzi dovrebbe scendere ancora fino a 102 – 101.80 e forse anche fino a 101.50 – 101.20 entro stasera. Sul Forex resta sempre in difficoltà la sterlina con il cable respinto in area 1.5630 e ora nuovamente proiettato verso i supporti di 1.5550 – 1.5540. In caso di breakout definitivo di questi livelli, il target successivo diventerebbe 1.5520 prima e 1.5480 poi. Tra le commodity l’oro resta in area 1660$ l’oncia, il petrolio Wti è sceso sotto 98$ al barile.
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