Le borse europee continuano a mostrare segni meno (Milano -0,6%, Francoforte -0,5%, Parigi -0,4%), mentre Wall Street ha aperto da pochi minuti. In salita lo spread Btp-Bund a 354 punti base. Intanto, l’agenzia di rating Fitch ha deciso di tagliare il giudizio sul merito di credito della Grecia di due notch a “C” da “CCC”. Secondo Fitch l’haircut del 53,5% del valore nominale dei titoli greci è un classico esempio di “distressed debt exchange”, cioè un mix di swap volontario e azioni coercitive. Il declassamento al livello “C” indica che – secondo gli analisti di Fitch – il default è altamente probabile nel breve periodo. Dal canto suo l’Ue ha affermato che “lo swap del debito ci sarà come stabilito”.
Sul Forex il tasso di cambio euro/dollaro continua a mostrare un andamento lateral-rialzista di breve periodo posizionandosi sempre in area 1.3230. La volatilità è diminuita tantissimo e nelle prossime ore (o forse domani) potrebbe avvenire un violento breakout con successivo movimento direzionale. Se i prezzi si muoveranno verso l’alto, i target di breve-medio termine sono posti a 1.3350 prima e 1.3450 poi; di converso, se il cambio andrà verso il basso, è probabile un ritorno a 1.3030 prima e 1.2970 poi. Il cambio euro/yen, invece, quota poco sotto i top intraday posti a 106.32. Per dollaro/yen nuovo massimo a 6 mesi a 80.37.
Sul Forex continua il sell-off della sterlina, che perde decisamente terreno nei confronti delle major currency. Stamattina è arrivata la minute della Bank of England. Dai verbali dell’ultima riunione è emerso che la decisione di aumentare il programma di quantitative easing non è stata presa all’unanimità. Infatti, due membri del comitato di politica monetaria chiedevano un incremento maggiore di 75 miliardi di pound, anziché 50 miliardi. Il tasso di cambio sterlina/dollaro sta crollando da questa mattina e ha raggiunto l’area di supporto di 1.5650 da un top intraday posto a 1.5813. Spettacolare rialzo anche per euro/sterlina, che ha superato quota 0.8350. Tra le commodity sembra pronti per la ripartenza sia l’oro (che ha una resistenza a 1760$/oz) che l’argento (respinto stamattina poco sotto 34.5$/oz).
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