Nella notte è stata raggiunta a Bruxelles un’intesa per il rilascio del secondo pacchetto di aiuti alla Grecia fino a 130 miliardi di euro entro il 2014. E’ quanto comunicato dall’Eurogruppo, che ha trovato l’accordo intorno all’alba e dopo circa 14 ore di lunghi negoziati. In particolare, a prolungare la riunione è stato il braccio di ferro con le banche che alla fine hanno accettato maggiori perdite in conto capitale nell’operazione di swap dei titoli greci. L’haircut sarà pari al 53,5%, che permetterà alla Grecia di cancellare 107 miliardi di euro di debito pubblico.
Il paese ellenico resterà sotto la soverglianza della troika, che si assicurerà che Atene rispetti gli impegni presi sul rientro del rapporto debito/pil al 120,5% entro il 2020. L’intesa sugli aiuti permetterà alla Grecia di restare nella zona euro. Grande soddisfazione è stata espressa dal premier greco Lucas Papademos e dal ministro delle Finanze greco Evangelos Venizelos. Sul Forex, non appena è stata ufficializzata la notizia dell’accordo sugli aiuti alla Grecia, il cambio euro/dollaro ha guadagnato 100 pip in pochi minuti, anche se poi ha cominciato a rallentare sulle resistenze di area 1.3290 – 1.33.
Il cambio euro/dollaro è tornato sotto 1.3250 e sembra trovare grosse difficoltà a superare le resistenze di breve-medio periodo, che impediscono per ora ai prezzi di provare ulteriori strappi rialzisti verso i prossimi obiettivi di 1.3450 prima e 1.3550 poi. Continua a salire, invece, il cambio euro/yen fino a 106 aggiornando i nuovi massimi a 3 mesi. L’ascesa del cambio è facilitata dalla debolezza cronica della valuta nipponica, visto che anche dollaro/yen è tornato in area 79.80 e che sterlina/yen è a 126.50.
Sul Forex c’è incertezza sul mercato della sterlina. Il cambio sterlina/dollaro continua a trovare forte opposizione in area 1.5880 e stanotte è stato costretto a ripiegare fino al supporto di brevissimo periodo di area 1.5810 – 1.58. Ora il cable è tornato in area 1.5850 e nelle prossime ore potrebbe tentare un allungo verso 1.5880 prima e 1.59 poi. Tra le commodity oro e argento sembrano pronti per ripartire al rialzo: il gold è tornato sopra 1740$, mentre il silver si è avvicinato a 34$ l’oncia. Resta molto tonico il petrolio Wti sopra 105$ al barile, in scìa alle tensioni tra Iran e Stati Uniti (ma anche tra Iran ed Europa).
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