Ieri Wall Street è riuscita a chiudere in territorio positivo, con il Dow Jones che ha recuperato le perdite di inizio seduta e ha chiuso con un leggero guadagno dello 0,17%. Praticamente invariato l’indice S&P500 che segna un +0,02%. In calo, invece, le borse europee, praticamente tutte caratterizzate dal segno meno (Milano la peggiore con un calo di oltre due punti percentuali). Tokyo ha chiuso in negativo, con il Nikkei che ha evidenziato una perdita dello 0,83%. Giù anche la borsa di Shanghai (-0,97%). Oggi sono attesi alcuni importanti dati macroeconomici, soprattutto negli Stati Uniti. Infatti, saranno comunicati il dato sui nuovi occupati nel settore privato a dicembre (stima ADP) e quello relativo alle richieste settimanali di sussidi per la disoccupazione. Inoltre, avremo l’indice ISM non manifatturiero a dicembre e alle ore 17 le scorte settimanali di petrolio.
Sul Forex resta forte la pressione ribassista sull’euro, che ieri ha aggiornato nuovi minimi a 11 anni contro lo yen, nuovi minimi a 15 mesi contro la sterlina e a 12 mesi circa contro il dollaro canadese, nuovi minimi storici contro il dollaro australiano. Il cambio euro/dollaro, invece, non ha agigornato i precedenti minimi a 15 mesi posti a 1.2857, in quanto la discesa dei prezzi si è arrestata a 1.2897 su una zona di supporto molto importante sul grafico a 4 ore. Tuttavia, nelle prossime ore non è da escludere un breakout ribassista deciso con target a 1.2850 prima e 1.2810 poi. Al momento è in atto una fase laterale con bassa volatilità, ma già con l’inizio delle contrattazioni delle borse europee potrebbero esserci movimenti di rilievo.
Sul Forex il cambio euro/yen resta poco sopra i minimi di periodo di 99.04. Ora, in caso di discesa sotto questi livelli, i prezzi dovrebbero allungare il passo con decisione e spingersi almeno fino a 98.50 nelle prossime ore. In difficoltà anche sterlina/dollaro, che è in attesa del dato sul Pmi dei servizi (ore 10.30). Il cable resta in area 1.56 e sembra aver trovato un buon supporto tra 1.5585 e 1.5575. Chiaramente una perdita decisa di 1.5570 spingerebbe i prezzi verso il basso con target minimo a 1.55. Tra le materie prime continua il buon momento dell’oro che ha raggiunto area 1625$ l’oncia, su livelli di resistenza molto importanti sul daily chart. Bene anche il petrolio Wti in area 103.5$ al barile, spinto al rialzo dalle tensioni crescenti tra Iran e Stati Uniti.
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