Le borse europee sono in rialzo questa mattina, a seguito della schiarita sulle trattative tra i partiti politici greci per sbloccare l’empasse sulle nuove riforme di austerity chieste dalla troika. Domani avverrà l’incontro decisivo, che dovrebbe consentire alla Grecia di ottenere a breve i fondi necessari per evitare il fallimento. Sono ancora in calo gli spread sovrani, tanto che il differenziale di rendimento tra Btp e Bund a 10 anni è sceso in area 350 punti base.
Intanto, secondo il Wall Street Journal, la BCE sarebbe pronta a partecipare alla ristrutturazione del debito della Grecia alleggerendo la posizione di Atene facendo concessioni sui bond detenuti. La BCE scambierebbe i propri bond, acquistati lo scorso anno e ora in forte perdita, al di sotto del loro valore nominale consentendo alla Grecia di risparmiare altri 11 miliardi di euro.
Il contesto di mercato attuale è decisamente favorevole a nuovi apprezzamenti degli asset più rischiosi, in quanto gli investitori si aspettano un salvataggio della Grecia nei prossimi giorni. Il “risk on” sta favorendo tantissimo le valute in genere più speculative, come euro e sterlina, o quelle caratterizzate da un elevato differenziale di rendimento rispetto alle valute più mature (come il dollaro australiano).
Sul Forex il tasso di cambio euro/dollaro al momento, però, non riesce a superare con decisione la resistenza daily di area 1.3280. Finora i prezzi hanno tentato alcune sortite offensive, che hanno prodotto soltanto un top intraday a 1.3288. Le prese di beneficio potrebbero caratterizzare la prima parte della seduta e riportare le quotazioni anche fino a 1.3230-20 nelle prossime ore. Resta forte euro/yen, che però non è riuscito a superare 102.50.
Sul Forex continua ad essere evidente la debolezza delle valute rifugio, dal dollaro americano allo yen ma anche il franco svizzero è tornato a perdere valore. Il cambio dollaro/yen è salito fin sopra 77, sfiorando 77.20. Bene sterlina/dollaro in area 1.5920, mentre continua a salire con decisione il cambio dollaro australiano/dollaro americano: l’aussie ha beneficiato ieri del mantenimento dei tassi al 4,25% (gli analisti si aspettavano un taglio) e si sta dirigendo verso i precedenti massimi storici di 1.1080.
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