Al vertice UE di Bruxelles di oggi i leader europei dovrebbero chiudere definitivamente il discorso relativo al fiscal compact, cioè l’accordo sul nuovo patto di bilancio in Europa. I capi di stato e di governo proveranno a trovare punti di incontro su una questione spinosa e al tempo stesso di fondamentale importanza, cioè il potenziamento del fondo salva-stati permanente ESM che inizialmente avrà una dotazione di 500 miliardi di euro. Molti paesi (Francia e Italia in primis) e istituzioni multilaterali (come il Fmi) chiedono un rafforzamento fino a 1000 miliardi di euro o almeno fino a 750 miliardi, anche se la Germania finora si è sempre opposta.
C’è da risolvere ancora il caso Grecia. L’accordo con i creditori privati sembra vicino ma l’annuncio ufficiale continua ad essere rimandato, innervosendo sempre più gli investitori e provocando un effetto-contagio pericoloso sul Portogallo. A Lisbona la situazione inizia ad essere davvero preoccupante. I tassi sui titoli di stato lusitani a 10 anni hanno superato il 16%, per uno spread con il Bund tedesco di pari scadenza che ha raggiunto un top assoluto a 1420 punti base. I tassi sul quinquennale sono invece schizzati sopra il 21,6% e i credit default swap sono ai massimi storici.
Sul Forex l’euro è stato bersagliato da forti vendite dall’inizio della seduta, favorendo la ripresa del dollaro americano e dello yen. Dopo l’esito dell’asta dei Btp (i tassi sul decennale sono rimasti sopra il 6% e la domanda è stata complessivamente fiacca) e a causa dei timori sul Portogallo, il tasso di cambio euro/dollaro è sceso fino a 1.3076, raggiungendo così una zona di supporto daily rilevante visto che in precedenza aveva svolto la funzione di resistenza (cluster area). Il cambio è ora tornato sopra 1.31, ma una chiusura daily sotto questo livello provocherebbe quasi certamente un cambio di direzione con ritorno deciso delle vendite almeno fino a 1.2950.
Sul Forex la forza dello yen sta imperversando in lungo e in largo dall’inizio della sessione asiatica fino ad ora. Il cambio euro/yen è sceso fin sotto quota 100, raggiungendo così un’ampia zona di supporto compresa tra 100.20 e 100. I prezzi hanno raggiunto il supporto dinamico della EMA20 daily, ma la debolezza è davvero cronica e la wide range candle ribassista in formazione potrebbe essere il preludio ad un’inversione del trend più robusta. Ha tenuto bene i supporti, invece, il cambio sterlina/dollaro che è rimasto sempre sopra 1.5650. Tra le commodity hanno ripreso quota i metalli preziosi, con l’oro che è tornato in area 1730$ l’oncia.
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