Forex: Euro/Dollaro prova a rimbalzare sopra 1.30. Attesa per molti market mover in Europa e USA. OPEC aumenta la produzione, crollo del Petrolio Wti

Nicola D’Antuono

15 Dicembre 2011 - 08:17

Forex: Euro/Dollaro prova a rimbalzare sopra 1.30. Attesa per molti market mover in Europa e USA. OPEC aumenta la produzione, crollo del Petrolio Wti

Le borse europee viaggiano in territorio positivo mostrando tutti i segni peculiari del rimbalzo tecnico, dopo aver subito pesanti vendite negli ultimi giorni. Nel frattempo anche dall’Asia non arrivano notizie incoraggianti. Infatti, la Cina ha mostrato un rallentamento della produzione manifatturiera per il secondo mese consecutivo spingendo al ribasso i listini asiatici. La borsa di Shanghai è scesa ai minimi dal 2009. Per quanto riguarda la crisi del debito sovrano in Europa non ci sono, invece, dichiarazioni rilevanti da segnalare. Sul mercato secondario dei titoli di stato lo spread Btp-Bund quota poco sotto490 punti base.

Sul Forex il cambio euro/dollaro è in fase correttiva dopo le forti vendite degli ultimi tre giorni, che hanno spinto le quotazioni fino a 1.2945. I prezzi stanno provando a tornare sopra 1.30, ma sono stati già respinti con decisione poco prima di 1.3030. Tuttavia, se gli indici azionari europei dovessero mantenere un’impostazione positiva nel brevissimo periodo, è probabile che il rimbalzo dell’euro/dollaro possa proseguire anche nelle prossime ore per un target compreso tra 1.3070 e 1.31. Al momento sembra più complicato il rimbalzo di euro/yen, che ha toccato un bottom di periodo a 101.08. Tuttavia, un rimbalzo fino a 101.80 – 102 sembra possibile. Sul Forex buon rimbalzo del cable, che si sta avvicinando a quota 1.55.

Intanto, per quanto riguarda le materie prime, ieri l’OPEC (che mette sul mercato il 40% dell’offerta globale) ha deciso di alzare il tetto alla produzione di greggio per la prima volta in tre anni portandolo a 30 milioni di barili al giorno. Nell’OPEC figurano i seguenti paesi: Arabia Saudita, Emirati Arabi, Qatar, Iran, Iraq, Kuwait, Libia, Nigeria, Algeria, Angola, Venezuela ed Ecuador. Il petrolio Wti ha subito così un’ondata di vendite da circa 100$ al barile a poco più di 94$ al barile. Pesante ribasso anche per i metalli preziosi: l’oro è sceso fino a 1564$ l’oncia, mentre l’argento è crollato fino a 28.1$ l’oncia.

Oggi sono in programma numerosi dati macroeconomici sia in Europa che negli Stati Uniti. Stamattina avremo la stima preliminare sull’indice PMI manifatturiero in Europa, il bollettino mensile della BCE (ore 10) e il dato finale sull’inflazione a novembre (ore 11), attesa in crescita dello 0,1% m/m (+3% a/a). Inoltre, alle ore 12.25 parlerà il governatore della BCE Mario Draghi. Molto atteso anche il dato sulle vendite al dettaglio in Gran Bretagna per il mese di novembre (ore 10.30), che dovrebbero mostrare una flessione dello 0,3% (+0,4% a/a). Nel pomeriggio sfilza di dati negli Stati Uniti, a partire dall’indice dei prezzi alla produzione, Empire Manufacturing a dicembre, richieste settimanali di sussidi per la disoccupazione, saldo delle partite correnti nel terzo trimestre (ore 14.30) e dagli acquisti netti di attività finanziarie a lungo termine ad ottobre (ore 15). Successivamente avremo anche la produzione industriale e l’impiego di capacità produttiva a novembre (ore 15.15) e l’indice FED di Philadelphia (ore 16).