Partenza in rosso per le borse europee. Spicca il passivo sopra la media della borsa di Milano che perde l’1,8% a causa del tonfo delle principali banche (Unicredit -8%). A pesare sull’andamento dei listini e sul sentiment di mercato è il timore di un peggioramento della crisi del debito sovrano europeo. La Spagna, ad esempio, potrebbe aver bisogno di altri 50 miliardi di euro per sostenere il settore bancario, mentre continuano a diffondersi indiscrezioni su un possibile aumento di capitale per la tedesca Deutsche Bank.
Inoltre, Moody’s si è espressa negativamente anche sulle banche inglesi. La volatilità è in netto aumento, in attesa dei risultati dell’asta degli Oat francesi a 10 e 30 anni per compressivi 7-8 miliardi di euro. Intanto l’Ungheria continua ad essere a un passo dal default. Secondo il capo dei negoziatori di Budapest, Tamas Fellegi, il governo magiaro ha bisogno urgentemente di aiuti finanziari dall’Ue e dal Fmi. Il fiorino è in caduta libera e i titoli di stato a breve termine mostrano rendimenti ai massimi da due anni e mezzo.
Sul Forex nuovo crollo dell’euro nei confronti delle majors. Il tasso di cambio euro/dollaro ha toccato un minimo intraday a 1.2830. E’ stato decisivo il breakout ribassista di 1.29, che ha calamitato l’attenzione di nuovi venditori. Crolla anche euro/yen: il breakout di 99 ha provocato violenti vendite con approdo a 98.56. Sul Forex giù anche la sterlina con il cable sceso sotto 1.5540 nonostante il buon dato sull’’indice Pmi dei servizi, che è salito a 54 punti a dicembre, ben oltre le attese degli analisti che si aspettavano un dato a 51,6 punti. Vendite anche su oro, argento e petrolio.
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