Non c’è tregua per i mercati finanziari con le principali piazze finanziarie europee ancora nel mirino dei venditori, letteralmente scatenati tanto da provocare perdite del 5% per Parigi, 4,7% per Londra, 4,4% per Francoforte, 3,7% per Milano. Insomma, un vero e proprio tracollo dei listini con i futures americani in forte perdita dopo che ieri sera a Wall Street l’indice Dow Jones aveva accusato un calo del 2,5%.
Non si arrestano le vendite nemmeno sul mercato dei cambi, dove ad essere colpiti incessantemente sono l’euro e la sterlina, anche se il dollaro australiano e quello canadese non se la passano certo bene. Il dollaro americano e lo yen sono attualmente le valute preferite dagli investitori che stanno liquidando anche le posizioni sull’oro, sceso questa amttina fin sotto 1750$ l’oncia (prossimo target 1700$).
Il cambio EUR/USD, dopo la rottura del supportone di 1.35, è sceso fino a 1.3421 e ora potrebbe tentare un piccolo rimbalzo prima di una nuova probabile discesa verso il target “psicologico” di area 1.3 che potrebbe essere raggiunto nel giro di 6-10 sedute.
Dai top di ieri sera poco sotto 1.38 i prezzi sono scesi di quasi 400 pip. Pesante la discesa anche per EUR/JPY che, dopo il breakout deciso di 104 prima e 103.80 poi, ha proseguito nel suo bearish trend fino a poco sopra 102. Per la sterlina, invece, c’è addirittura da registrare un nuovo minimo contro il dollaro USA a 1.5397.
Il crollo non riguarda però soltanto euro e sterlina, considerate valute più speculative in questa fase di mercato, bensì anche le cosiddette “commodity currency” come il dollaro australiano e quello canadese. L’aussie ha perso la soglia psicologica di 1 e si è spinto fino in area 0.98, mentre è clamoroso il balzo di USD/CAD fino in area 1.0350.
Il crollo di queste valute e delle materie prime, tra cui il petrolio Wti sceso sotto 82$ al barile, è probabilmente frutto di un aumento delle aspettative di recessione da parte dei grandi investitori.
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