Nel pomeriggio sono stati pubblicati diversi dati macroeconomici negli Stati Uniti. Secondo quanto comunicato dal Dipartimento del Lavoro USA le nuove richieste settimanali per i sussidi di disoccupazione sono aumentate di 6mila unità a 420mila nella settimana che si è conclusa lo scorso 26 novembre. Gli analisti si aspettavano un dato migliore a 393mila unità. Il totale degli americani assistiti dai sussidi è salito a 3,74 milioni. Buono, invece, il dato dell’indice ISM manifatturiero a novembre a 52,7 punti. Il dato precedente era stato di 50,8 punti, mentre gli analisti si aspettavano un miglioramento più contenuto a 51,5 punti. In aumento anche le spese per costruzioni: ad ottobre è avvenuto un incremento dello 0,8% m/m (-0,4% a/a), mentre gli analisti si aspettavano un aumento dello 0,3%.
Per quanto riguarda la crisi della zona euro, secondo l’agenzia di rating Fitch sia l’Italia che la Spagna rischiano un credit cruch entro la fine del 2013. I problemi riguarderebbero le principali aziende dei due paesi, con difficoltà a reperire i fondi nel caso di ulteriori stress di mercato sfavorevoli alle banche. Intanto, nell’ultimo Financial Stability Report il governatore della Bank of England, Mervyn King, ha affermato che la BoE si sta preparando anche all’eventualità di un fallimento dell’euro. Nel frattempo la buona domanda di titoli di stato spagnoli e francesi registrata nell’asta di questa mattina ha placato le tensioni sul mercato obbligazionario europeo, tanto che lo spread Btp-Bund è sceso sotto 450 punti base.
Le borse europee sono leggermente positive, mentre Wall Street ha avuto un avvio piuttosto incerto. Sul Forex l’euro/dollaro continua a dare segnali negativi ogni volta che supera area 1.35. Nel pomeriggio i prezzi sono riusciti a salire fino a 1.3520, senza mai allungare ulteriormente verso il target tecnico posto a 1.3550. Nell’ultima mezz’ora è avvenuta una evidente perdita di momentum che ha riportato le quotazioni in area 1.3460. Da questi livelli non è da escludere un rimbalzo, ma le prospettive di un nuovo strappo rialzista sembrano sempre più basse per oggi, per cui è lecito attendersi un andamento compreso tra 1.35 e 1.3450. Soltanto in caso di forte peggioramento di Wall Street, i prezzi potrebbero scendere fino al supporto di area 1.3420.
Sul Forex continua a dimostrare grande discontinuità il cambio euro/yen, respinto più volte a 105. Nel brevissimo periodo il cambio può contare sul supporto di 104.60-50. Da qui i prezzi potrebbero ripartire con decisione e muoversi almeno fino a 104.90 – 105 nelle prossime ore. Difficile uno strappo rialzista sopra 105, mentre bisognerà fare attenzione all’eventuale perdita improvvisa del supporto di 104.50 che faciliterebbe una discesa fino a 104 prima e 103.80 poi. Sul Forex il cable, invece, sembra già in fase di inversione del trend dopo aver fallito il breakout di 1.5750. I prezzi sono in forte calo da almeno mezz’ora e hanno già raggiunto area 1.5680. Tra le materie prime, invece, l’oro quota poco sotto 1750$ l’oncia, mentre il petrolio Wti si trova poco sopra 100$ al barile.
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