Forex Euro/Dollaro. Previsioni settimanali sul cambio EUR/USD (10/12)

Federica Agostini

10/12/2012

Forex Euro/Dollaro. Previsioni settimanali sul cambio EUR/USD (10/12)

Il cambio Euro/Dollaro ha avuto una settimana movimentata, iniziata al lento rialzo e conclusa al di sotto del minimo della settimana precedente. Vediamo quali saranno i market mover e le previsioni per questa settimana (dal 10 al 14 dicembre) sul cambio EUR/USD.

Euro/Dollaro: background

Durante la conferenza stampa, Draghi ha lasciato aperte le possibilità per un nuovo taglio ai tassi di interesse all’inizio del prossimo anno, se le condizioni economiche della zona Euro dovessero peggiorare. Le misure della BCE saranno sufficienti a risollevare le sorti dell’Euro nel 2013?

Dagli Stati Uniti, i dati sui Non-Farm Payrolls hanno riportato letture superiori alle aspettative, ma che probabilmente non saranno sufficienti a fermare Bernanke e il QE3.

Euro/Dollaro: i market mover della settimana

Esclusi i market mover di oggi, riportati dal calendario economico, per questa settimana i market mover più importanti provenienti dalla zona euro saranno:

  • Indice ZEW dalla Germania: martedì saranno rilasciati i dati sul sentiment economico nei confronti della prima economia della zona Euro e che, durante il mese di novembre hanno rilevato un calo inatteso di 4.2 punti, per una lettura al -15.7 (con dieci punti in meno rispetto all’atteso dagli analisti). Per questa lettura gli analisti prevedono un leggero miglioramento al -11.4, per il settimo mese consecutivo in zona negativa.
  • Produzione Industriale: durante il mese di settembre la produzione industriale del blocco dei 17 è scesa oltre le aspettative degli analisti in contrazione del 2.5%, contro una modesta ripresa dello 0.9% del mese di agosto. La produzione è scesa in tutti i settori della produzione aggravando i timori per la possibilità di recessione, per questo mese è invece previsto un leggero miglioramento allo 0.3%.
  • Bollettino mensile BCE: il bollettino di novembre che conterrà le ragioni per le quali la Banca Centrale Europea ha deciso di decurtare le previsioni di crescita ed aumentare l’outlook inflazionistico. Il tasso di contrazione è aumentato allo 0.5% rispetto allo 0.3% del mese precedente, mentre le prospettive per l’inflazione rimangono al di sopra del 2.5% e per il 2013 il riferimento è stato rivisto al rialzo dal 1.7% al 1.9%.
  • UE, Summit Economico: giovedì i leader delle 27 nazioni si riuniranno per discutere la questione del bilancio a lungo termine dei paesi europei. Sembra un deja-vu, visto che non si tratta certo del primo incontro, ma fino ad ora un accordo non è ancora stato raggiunto, nonostante il presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy abbia già spiegato come dato lo stato delle trattative, sia possibile che un accordo venga raggiunto nell’immediato 2013.
  • Meeting Eurogruppo: giovedì, i Ministri delle Finanze si incontreranno per l’approvazione della tranche di aiuti alla Grecia.
  • Dati sull’inflazione: il tasso di inflazione delle nazioni del blocco dei 17 si è attestato al 2.5%, in linea con le aspettative del 2.6% di settembre. Il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha detto durante il suo discorso che i rischi relativi all’inflazione sono davvero bassi. L’inflazione «core», invece, (che esclude i prezzi dei settori più volatili: energia, alcol e tabacco) è sulla linea del ribasso visto che la recessione continua a dilagare nei paesi della zona Euro e nel mese di ottobre ha raggiunto il 1.5% - invariata rispetto alla lettura precedente. Secondo le stime l’indice dei prezzi al consumo (CPI) dovrebbe raggiungere il 2.2%, mentre per il core CPI si prevede una lettura al 1.5%.

Euro/Dollaro: previsioni settimanali

La situazione economica della zona Euro non sta certo migliorando, specie nelle economie più importanti del blocco: Italia, Francia e Germania. Mentre la Grecia riceve aiuti, il PIL ritorna ai livelli del 2001, con un tasso di disoccupazione al 26%, indicando come probabilmente il paese avrà bisogno della ristrutturazione del debito, ma anche se la Cancelliera Merkel si rende conto di tale necessità, data la vicinanza con le elezioni, vorrà rimandare ogni decisione rimandabile al periodo post elettorale.

Negli Stati Uniti, nonostante i numeri sul mercato del lavoro e la crescita promossa dal QE3, il quadro generale non è molto confortevole e la Federal Reserve potrebbe scegliere di guardare al bicchiere mezzo vuoto e introdurre nuovi strumenti di allentamento monetario (sia un Quantitative Easing4 o un QE infinity 2).

Dunque, questa settimana sarà dominata da un «contest» tra Euro e Dollaro in cui il cambio sarà certamente combattuto, una svolta potrebbe essere rappresentata dal fiscal cliff, ma al momento la situazione non promette nulla di buono.

Cambio EUR/USD: aspetti tecnici

Il cambio Euro/Dollaro ha iniziato la settimana con un balzo in zona 1.3080, un tentativo di rottura rialzista a 1.3126, interrotto prima del rintracciamento. Alla fine, il collasso sul cambio sceso prima a 1.2960, poi in caduta libera fino al supporto di 1.2880 e in chiusura a 1.2926.

  • La linea di downtrend che parte dal picco a 1.4940 del 2011 è stata rotta all’inizio del mese di dicembre, ora è di nuovo in «funzione», ma in maniera decisamente più debole rispetto a quanto non sia stata in precedenza.
  • Il canale discendente che ha dominato il range di prezzi del cambio è ormai stato rotto al ribasso

Linee tecniche, dall’alto

1.34 Cifra tonda, tappo al cambio durante il rally della scorsa primavera e abbastanza distante dal range attuale, la linea potrebbe essere immediatamente seguita dal 1.3290: importante resistenza durante il mese di maggio
1.3170 Doppio massimo durante il mese di settembre 2012 e al momento è la nuova frontiera del range, se in fase rialzista il cambio non riuscisse a raggiungere questa linea, allora avremmo chiaro segnale di scarsità di momentum. Seguita da 1.3130 che si è dimostrata buona resistenza durante il mese di dicembre
1.3080 Tappo al cambio a settembre, poi ottobre e di nuovo a dicembre
1.3030 Supporto ai movimenti di cui sopra - 1.3080 e 1.3030 sono linee minori rispetto a 1.30
1.30 L’importantissima soglia psicologica, cifra tonda, ma anche la «resistenzona» del rally di settembre. E’ stata recentemente di battaglia del cambio che l’ha attraversata più volte. La linea del 1.30 è immediatamente seguita dal 1.2960 che è stata supporto all’inizio dell’anno e durante il mese di settembre/ottobre.
1.2880 Supporto nel mese di ottobre, e tra novembre e dicembre, è stato il punto che ha segnato la battuta d’arresto del rally dell’Euro dopo la vittoria di Obama. Seguita dalla linea 1.28 che è il punto più basso del range attuale, ma ancora comunque lontano.
1.2750 Ha fermato il rally ribassista sull’Euro dopo le elezioni in Grecia, seguita da 1.2690, il nuovo minimo raggiunto a novembre (e breve supporto durante il ribasso dello stesso mese).
1.2624 e 1.2590 Sono ormai linee molto più deboli che hanno funzionato da supporto durante il mese di gennaio (1.2624) e da punto di inversione del mese di agosto, prima del nuovo rialzo (1.2590).
1.25 E’ una linea psicologicamente significativa che è stata importante supporto durante l’estate
1.2390 E’ stata resistenza durante il mese di luglio con supporto a 1.2250.