C’è grande attesa per la riunione d’emergenza dei 17 ministri finanziari della zona euro, che secondo Bloomberg dovrebbe avvenire in teleconferenza alle ore 15.30. L’Eurogruppo discuterà dei provvedimenti da attuare per superare la crisi della zona euro, dopo che erano state discusse varie soluzioni nel summit UE di Bruxelles dello scorso 9 novembre. In particolare, resta da sciogliere il nodo dei prestiti bilaterali con il FMI per raggiungere i 200 miliardi di euro previsti dall’accordo, che tra l’altro andrebbe chiuso proprio nella giornata di oggi anche se resta il veto della Gran Bretagna.
Intanto, il governatore della BCE, Mario Draghi, ha dichiarato al quotidiano britannico Financial Times che “la crescita del mondo sta frenando, mentre l’incertezza sta aumentando”. Senza mai pronunciare la parola “crisi”, Draghi ha comunque ribadito quanto sia importante un maggiore rigore fiscale e velocizzare l’attuazione del fondo salva-stati. Draghi si è soffermato ancora una volta sul ruolo della BCE, affermando che i trattati vanno rispettati e che quindi non è possibile attuare un programma di quantitative easing (QE) come fatto già da Stati Uniti e Regno Unito. Nel frattempo in Grecia è stato ravvisato un buco di bilancio da 3 miliardi di euro nel 2011: serviranno nuove misure di austerità entro l’inizio del 2012 per coprire il disavanzo.
Le borse europee, dopo un’apertura negativa, sono passate in territorio positivo (Milano la migliore in Europa con un rialzo dell’1,2%). Sul Forex l’euro continua a muoversi all’interno di una fase laterale che ormai si protrae da qualche seduta. Quella in corso sembra una pausa dopo le forti vendite che hanno portato le moneta unica sui minimi di periodo. Il cambio euro/dollaro quota poco sopra 1.3020, ancora lontano dalla resistenza di 1.3080. Se i prezzi non saranno nemmeno in grado di superare area 1.3040-50 nelle prossime ore, è probabile una discesa con primo approdo a 1.2980 e con la possibilità di rivedere area 1.2950. Un nuovo test dei minimi potrebbe essere fatale per il cambio, con il rischio di uscire dalla congestione e formare una nuova gamba ribassista fino a 1.2850.
Sul Forex anche euro/yen è in fase laterale tra 101.80 e 101. I prezzi sembrano avere delle grosse difficoltà a superare 101.50-60 e non è da escludere un veloce ritorno delle vendite nelle prossime ore con ritorno a 101 per un test dei minimi di periodo. Sotto 101 dovrebbe aprirsi un varco importante per i venditori, con primo approdo a 100.70 e possibile target di giornata poco sopra la soglia psicologica dei 100. Il cable, invece, è tornato sotto 1.55, mentre tra le commodity è calma piatta sia sull’oro (sotto 1600$/oz) che sull’argento (ora poco sopra 29$/oz). Il petrolio Wti, invece, ha trovato supporto a 92.5$ al barile e ora quota sopra 94$/bl: in caso di rimbalzo, l’obiettivo dovrebbe essere compreso tra 96.5$ e 97$ al barile.
© RIPRODUZIONE RISERVATA