In vista del summit UE di venerdì c’è già l’accordo franco-tedesco per accelerare l’entrata in vigore del fondo permanente ESM (European Stability Mechanism) con una dotazione pari a 500 miliardi di euro. Tuttavia, la Germania è contraria all’utilizzo combinato sia dell’EFSF (440 miliardi di euro in dotazione) sia dell’ESM (500 miliardi) che avrebbe portato le risorse complessive per far fronte alla crisi a 940 miliardi di euro. Le borse europee si avviano a chiudere in territorio negativo con perdita che vanno dall’1,1% di Parigi all’1,4% di Francoforte fino all’1,9% di Milano. Negativa anche Wall Street con il Dow Jones che eprde lo 0,7%. Torna la tensione sul mercato secondario dei titoli di stato europei con lo spread Btp-Bund a 394 punti base.
Sul Forex il tasso di cambio euro/dollaro è riuscito a rimbalzare ancora una volta dal supportone di 1.3360-50. I prezzi, in caso di consolidamento tra 1.3370 e 1.3390, potrebbero raggiungere 1.34 – 1.3420 entro stasera, per poi attendere l’esito della riunione della BCE prima e dell’Eurogruppo poi. Soltanto un brusco peggioramento di Wall Street andrebbe ad incidere negativamente sull’andamento del cambio con il rischio di un nuovo test dei supporti di 1.3360-50. Sul Forex troviamo in ripresa anche euro/yen, tornato sopra 104, mentre il cambio sterlina/dollaro è in fase correttiva in area 1.5670 dopo aver effettuato uno strappo rialzista spettacolare fino a 1.5722. Tra le materie prime è in difficoltà l’oro, sotto 1730$ l’oncia, mentre il petrolio Wti è sceso dell’1% a 100$ al barile dopo i dati sulle scorte: la scorsa settimana gli stock di greggio sono aumentati di 1,34 milioni di barili mentre gli analisti si aspettavano un calo di 1,25 milioni di barili.
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