La conferenza stampa di Jean-Claude Trichet, che ha fatto seguito alla decisione sui tassi di interesse nell’Uem, non ha offerto particolari indicazioni agli investitori il cui focus si è chiaramente spostato dall’altra parte dell’oceano per capire il reale stato di salute dell’economia americana. Domani pomeriggio ci sarà un test davvero importante con la pubblicazione dei dati sull’occupazione USA e soprattutto dei non-farm payrolls (attesi a -106.000, mentre il tasso di disoccupazione è previsto al 9,6%).
Tecnicamente il tasso di cambio euro/dollaro ha trovato un supporto di breve periodo in area 1,2780-75 che tra l’altro sta tenendo molto bene, offrendo la possibilità ai prezzi di proseguire nella lenta accumulazione sotto 1,2855 prima di un nuovo possibile strappo al rialzo. La sensazione è che il cambio possa effettivamente spingersi almeno in area 1,2950 con una puntatina anche fino alla resistenza di 1,3070. Difficile, invece, immaginare un cambio nuovamente in area 1,3330 nel giro di pochi giorni. Sicuramente i dati di domani pomeriggio ci diranno qualcosa in più e sarà possibile anche aggiornare le proprie previsioni in caso di deciso aumento della volatilità. Attenzione, però, alla perdita decisa di area 1,2780: in quel caso un ritorno verso i minimi di 1,2580 diventerebbe una possibilità più che concreta.
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