La giornata di ieri si è chiusa con pesanti perdite su tutti i principali mercati.
I piani fiscali e le novità del G-20 non sono stati sufficienti a contenere le tensioni del mercato che sono invece legate alla capacità di gestione dei problemi di rifinanziamento dei debiti, alla ricapitalizzazione delle banche e all’esaurirsi dell’effetto delle aste a 36 mesi BCE.
Nonostante ciò da Francoforte continuano ad arrivare smentite su possibili nuovi interventi della banca centrale. Il governatore Draghi ha sottolineato che non sono state discusse dal Consiglio le misure incoraggiate da FMI. Dunque al momento non si prevedono ulteriori revisioni dei tassi d’interesse e tanto meno altre misure a carattere straordinario.
Per quanto riguarda l’Italia la fiducia dei consumatori è nuovamente in calo toccando un altro minimo storico 89. A deprimere l’indice italiano in particolare sono i dati sull’occupazione e i consumi interni privati che manifestano contrazioni non inferiori al 2009.
Anche oggi cerchiamo qualche titolo del mercato italiano che tenta di navigare controcorrente e creare valore.
Impregilo
Ieri il gruppo Salini ha presentato il piano industriale 2012-2015 alla stampa sia con Impregilo che senza.
Salini senza Impregilo presenta ricavi attesi CAGR 21%, in crescita da 1.4Bn di euro del 2011 a 3Bn di euro nel 2015. Più del 70% dei ricavi dovrebbe essere generato dalle attività già in essere (9.4 Bn), per il 2015 il dato dovrebbe crescere fino a 11Bn di euro, anche la posizione finanziaria dovrebbe stabilizzarsi entro il 2015 rispetto a fine 2011. Il management ha illustrato ai media le principali aree di espansione e crescita, come era prevedibile, in Asia e Africa, mentre sono previsti dati di crescita molto più debole per l’Italia e per l’Europa intera. Il gruppo ha come obiettivo industriale anche l’espansione verso nuovi mercati, dove ancora non è presente, come Sud America e Australia.
Con Impregilo sono stimate sinergie intorno ai 100M di euro di cui il 40% dovrebbero essere ottenute entro 18 mesi. 50 milioni di queste sinergie dovrebbero risultare da riduzione di costi e i restanti 50 dalla condivisone di know-how.
Il piano è ambizioso e non è semplice comprenderne la fattibilità, alcuni dubbi sorgono dai rischi paese dei mercati oggetto di espansione.
Ad ogni modo il gruppo esprime grande compattezza nell’intento di creare sinergie e integrazione, i ricavi appaiono solidi sia nel presente che per il futuro. Confermiamo ADD con target 3.5.
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