Il Financial Times descrive l’Italia. Traduciamo questa interessante prospettiva che dipinge il nostro paese, i molti sforzi compiuti e gli altri che dovranno essere affrontati per salvare il Bel Paese dalla crisi dell’Euro. L’Italia avrà bisogno di un bailout come la Grecia? E cosa accadrà alle prossime elezioni? Ecco il punto della situazione.
Mario Monti, professional premier
«Cominciamo a vedere la luce alla fine del tunnel». Sono le parole del professionale Primo Ministro italiano, Mario Monti, al Financial Times.
Come aveva fatto notare qualcuno, è presto svanita l’euforia (pilotata dai media) riguardo alla «vittoria» del Premier sulla Cancelliera Merkel durante il summit di Bruxelles e al passaggio in finale degli azzurri, dopo l’incontro con la Germania.
Com’è la situazione in Italia in questo momento?
I leader dei sindacati sono occupati, su più fronti, nell’organizzazione di scioperi e manifestazioni, mentre i due partiti principali che inizialmente supportavano il Governo dei Tecnici, cominciano a prendere le distanze da quelli che saranno i punti delle prossime riforme: i tagli alle spese.
Alla fine di aprile il Governo aveva dichiarato l’intenzione di provvedere alla riduzione delle spese pubbliche, prevedendo un taglio di circa 4.2 miliardi di euro; una somma necessaria e sufficiente per evitare un vertiginoso aumento delle tasse per i contribuenti e per rimanere in linea con i target di bilancio.
Due mesi dopo, ancora nessuno sa come fare. Intanto, gli incassi relativi alle tasse sono scesi sotto i target, il nord Italia ha bisogno di fondi per ricostruire quello che il terremoto ha devastato, il Ministero del Tesoro dovrà salvare la terza banca italiana e bisognerà trovare i fondi per i lavoratori disoccupati e lasciati alla deriva.
L’Italia chiederà il bailout?
In questo momento servirebbero tagli per oltre 10 miliardi di euro, ma attualmente la classe politica italiana è impegnata nelle manovre relative alle prossime elezioni - fissate per la prossima primavera, a meno che non vengano anticipate - e Monti dovrà faticare non poco per ottenere ulteriore supporto in parlamento.
Oltre questo evidente ostacolo da superare, Monti dovrà riprendere in maniera chiara e decisa quella che era la sua agenda di riforme: liberalizzazioni e riforma del mercato del lavoro. Tuttavia, parrebbe che le pressioni esercitate da partiti e sindacati inibiscano il Premier Monti a compiere quelle riforme strutturali necessarie, ma fortemente legate al sistema Italiano.
Dopo il summit di Bruxelles, il Primo Ministro ha fatto sapere «prima o poi» potremmo decidere di chiedere il bailout all’Europa. I tassi di interesse sui titoli italiani sono scesi nettamente dopo venerdì, ma si è trattato di un semplice momentum, concluso già a partire dall’inizio di questa settimana.
Se l’Italia dovesse ricorrere al fondo di salvataggio, sarebbe costretta a sottoscrivere un accordo vincolante che, immediatamente, taglierebbe fuori dalla scena politica il Premier Monti. Sebbene in tal caso, chiunque sia il suo «successore» sarebbe comunque vincolato ai patti per il bailout.
Elezioni in vista
La politica italiana non era stata così instabile da quando Silvio Berlusconi è sceso in campo nel 1994. La conflittuosa personalità del miliardario ex Primo Ministro, dimessosi lo scorso novembre, ha più volte gettato il suo partito, il PdL, nel caos totale. L’ultima volta pochi giorni fa, quando ha annunciato una nuova populistica linea anti-Euro.
Al momento, Pier Luigi Bersani, leader del Partito Democratico è il candidato favorito dai sondaggi come futuro Premier, forse in un’alleanza con l’UDC.
Più che alla fine di un tunnel, Mario Monti si trova ad un enigmatico crocevia in cui dovrà decidere la misura dei «sacrifici» che dovranno fare gli italiani. Intanto la pressione sale sulla figura di Bersani che, presto forse, dovrà decidere se perseguire le riforme necessarie o continuare a mantenere il favore dei sindacati che, invece, voglio interromperle.
Fonte: Financial Times