Ai governi europei è stato detto che l’onere per la risoluzione dei loro problemi di debito poggia su loro stessi, dal momento che il G-20 ha avvertito che due anni di crisi continuano ancora a minacciare la crescita globale.
Fra i capi delle finanze del G-20, riunitisi oggi a Washington, quelli di Canada e Australia si sono uniti al FMI e agli Stati Uniti nelle pressioni sull’Europa, affinché intensifichi gli sforzi per sedare un ulteriore aggravamento dello crisi che sta diffondendosi in Spagna. Il G-20 ha citato «la situazione in Europa» come prima in un elenco di minacce per l’economia mondiale, secondo una bozza di dichiarazione ottenuta da Bloomberg News.
Dopo aver accolto con favore gli impegni per circa 320 miliardi dollari al fine di un incremento nei fondi del FMI, il direttore Christine Lagarde ha dichiarato che l’istituzione che dirige può fungere da firewall per l’Europa, la quale dovrà proteggere e promuovere la crescita economica e il taglio del debito. I titoli italiani e spagnoli sono scesi ieri sulle speculazioni circa un peggioramento della crisi.
«I paesi devono adottare delle misure adeguate», ha detto Lagarde a Bloomberg Television.
Lagarde sta cercando più di 400 miliardi di dollari al fine di aumentare la capacità di prestito di circa 380 miliardi di dollari, e questa settimana ha potuto incassare le promesse di sostegno dal Giappone dalla Danimarca. I fondi serviranno a proteggere l’economia internazionale da pericoli quali il contagio europeo, l’elevata disoccupazione e i prezzi del petrolio.
Rischi simili
Il G-20 ha individuato rischi simili nella bozza di dichiarazione che potrà essere modificata nella riunione di oggi fra i ministri delle finanze e i banchieri centrali. Nonostante la bozza abbia dichiarato che «le pressioni sono aumentate di recente,» alcuni segnali parlano a favore della «continuazione di una modesta ripresa globale»e di«rischi di coda che hanno incominciato a retrocedere».
Tuttavia, le aspettative di crescita per il 2012 rimangono modeste, è stato dichiarato nella bozza. «Dal momento che persistono significativi rischi al ribasso, rimaniamo impegnati per ridurli ulteriormente».
Mentre il ministro delle Finanze della Corea del Sud Bahk Jae Wan ha dichiarato che Lagarde potrà ottenere fino a 450 miliardi di dollari, alcuni mercati emergenti, tra cui il Brasile, si stanno opponendo a prendere impegni immediati, in quanto chiedono di avere più peso nel FMI. Nella dichiarazione del G-20 un paragrafo sulle risorse del FMI sarà aggiunto successivamente.
L’importo finale
«Vi posso assicurare che il G-20 annuncerà l’importo finale oggi», ha dichiarato il vice ministro delle Finanze russo Sergei Storchak ai giornalisti, ieri in tarda serata.
I responsabili politici dell’euro-zona contano su un rafforzamento dei fondi dell’FMI per placare gli investitori che hanno spinto i rendimenti sui bond spagnoli decennali ai livelli che hanno determinato i salvataggi di Grecia, Irlanda e Portogallo. Hanno già deciso il mese scorso di rafforzare le loro difese a 800 miliardi di euro.
Il ministro delle Finanze canadese Jim Flaherty e il segretario al Tesoro Usa Timothy F. Geithner hanno rifiutato di contribuire ulteriormente al Fondo Monetario Internazionale, dichiarando che l’Europa dovrebbe fare di più.
«E’ necessario che i paesi europei costruiscano un firewall con le proprie risorse più di quanto hanno fatto finora», ha dichiarato Flaherty in un’intervista.
Il tesoriere australiano Wayne Swan gli ha fatto eco dichiarando che «importanti riforme sono ancora necessarie per ridurre al minimo il rischio di contagio dall’instabilità europea».
La difesa europea
I funzionari europei hanno difeso le proprie azioni appena sono arrivati nella capitale degli Stati Uniti.
«Gli europei hanno fatto la loro parte», ha dichiarato Joerg Asmussen, membro del consiglio direttivo della Banca Centrale Europea. «Ora tocca ai nostri partner, compreso il Canada e molti altri paesi, di aumentare le risorse del FMI».
Alcuni rappresentanti delle economie emergenti hanno contraddetto il ministro delle Finanze brasiliano Guido Mantega, dicendo che c’è una forte necessità di rafforzare il Fondo Monetario Internazionale. Gli Stati Uniti sono tra i paesi che ancora devono ratificare un provvedimento, in attesa dal 2010, per consegnare più potere di voto alle economie in via di sviluppo. La Cina, invece, è disposta a discutere di maggiori finanziamenti, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Liu Weimin ieri a Pechino.
Banche europee
Il giorno dopo che il FMI ha dichiarato che le banche europee potrebbero essere costrette a vendere 3.800 miliardi di dollari l’anno prossimo, Lagarde ha dichiarato che i governi europei dovrebbero considerare l’utilizzo dei propri fondi di salvataggio per iniettare contanti direttamente nelle banche spagnole.
Altri consigli che il FMI ha dato questa settimana sono che la BCE tagli i tassi di interesse ancora una volta, che i governi emettano titoli di debito comune e che le banche siano ristrutturate.
I funzionari europei il mese scorso hanno rifiutato la proposta di alzare il firewall verso la quota di 1 triliardo di euro e i rendimenti spagnoli di riferimento sono aumentati di circa 1 punto percentuale dall’inizio di marzo.
«Gli europei stanno rispondendo all’ultimo minuto in un modo disperato che non ha ancora fornito una soluzione più sistematica», ha dichiarato Simon Johnson, ex capo economista del FMI che ora insegna al Massachusetts Institute of Technology di Cambridge, nel Massachussetts. «Forse ci sarà una continua pressione sulla Spagna o l’attenzione di sposterà verso l’Italia».
Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: Bloomberg.
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