EUROPA. David Cameron ha esortato i leader europei ad adottare un approccio da «grande bazooka» per risolvere la crisi della zona euro, avvertendo che si tartta di una questione di settimane. Il tempo necessario per evitare il disastro economico. La situazione economica mondiale è precaria.
Il primo ministro britannico ha invitato Francia e Germania a seppellire l’ascia di guerra e ad adottare entro la fine dell’anno, ciò che egli sostiene sarebbe un decisivo piano, in cinque punti, per porre fine all’incertezza, che sta avendo un «effetto raggelante» sull’economia mondiale.
Nel frattempo il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, incontratisi in occasione di un vertice bilaterale a Berlino, hanno manifestato la loro determinazione a difendere la stabilità dell’euro, rifiutando, tuttavia, di precisare i dettagli del loro pacchetto anticrisi.
Sarkozy ha insistito sul fatto che i due principali governi della zona euro stanno percorrendo un sentiero comune, e sono pronti ad annunciare un pacchetto completo prima del vertice del G20, il summit che riunisce i leader delle principali economie globali che si terrà a Cannes, in Francia, all’inizio di novembre.
L’ intervista di David Cameron con il Financial Times aumenta la pressione sui leader dell’eurozona ad agire, in particolare su Sarkozy, perchè concordi un piano d’azione per la ricapitalizzazione delle banche in Europa.
David Cameron vuole che la Germania e gli altri paesi della regione, accettino la «responsabilità collettiva» di adesione all’euro e aumentino la potenza di fuoco, attualmente pari a € 440 miliardi del fondo di salvataggio della zona euro (EFSF), per bloccare la diffusione del contagio finanziario dalla Grecia al cuore dell’Europa.
Anche se ha rifiutato di speculare su un default della Grecia- alcuni ministri del governo britannico credono sia ormai inevitabile - ha affermato che ogni incertezza circa il futuro economico del Paese, deve essere rimossa.
Cameron ha anche chiesto al Fondo Monetario Internazionale di ricordare ai leader dell’Eurozona gli impegni assunti, utilizzando i termini più crudi possibili nell’esporre le conseguenze che potrebbero derivare da ulteriori tentennamenti.
La parte finale del piano di David Cameron si concentra sulle debolezze di fondo dell’Europa, tracui il miglioramento della governance della zona euro, se necessario attraverso modifiche del trattato.
«Questo è il menu,» ha aggiunto. «Non è à la carte - bisogna fare tutto.» I suoi commenti riflettono la crescente frustrazione di Londra e Washington circa l’approccio finora adottato in risposta alla crisi. «Il tempo è breve, la situazione è precaria», ha sentenziato. Temporeggiare ulteriormente potrebbe rivelarsi fatale
Secondo Cameron i leader europei devono rompere l’abitudine di fare «un po’ troppo poco, un po’ troppo tardi». E’ di vitale importanza per i leader europei presentarsi ai mercati annunciando un piano complessivo, simile a quello promosso dall’ex segretario del tesoro Usa, Hank Paulson, sotto la presidenza di George Bush.
L’approvazione di David Cameron per un nuovo stress test bancario dell’UE è un tacito riconoscimento che la Grecia non può essere in grado di soddisfare le condizioni onerose del suo piano di austerità.