E’ arrivata oggi la notizia secondo cui la Commissione Europea apre ufficialmente all’unione bancaria e a uno schema comune di garanzia dei depositi bancari. L’UE sottolinea però una raccomandazione, contenuta in un rapporto su «stabilità, crescita e lavoro» presentato oggi, secondo cui «la Commissione ha indicato i principali passi per una piena unione monetaria ed economica, comprendenti un’unione bancaria, un’istituto di supervisione finanziaria dell’area euro e uno schema europeo di garanzia dei depositi bancari».
La notizia è arrivata dopo che in una conferenza stampa il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, ha aggiunto che «in questo momento molti Stati membri discutono di uno schema di garanzia comune dei depositi». Nella stessa conferenza Barroso ha chiarito che sarebbe utile appoggiare un utilizzo diretto del fondo salva-banche Esm.
A far nutrire dei dubbi sulla reale praticabilità della proposta venuta dalla Commissione Europea sono state le dichiarazioni di Olli Rehn, vicepresidente della Commissione e responsabile delle politiche economiche e monetarie, rilasciate in una conferenza stampa successiva a quella di Barroso. Rehn ha infatti puntualizzato che, nella loro attuale formulazione, i trattati non consentono un utilizzo diretto dell’ Esm per le ricapitalizzazioni bancarie.