Eurobond: per Germania non una cura miracolosa alla crisi del debito

Nadia Fusar Poli

21 Novembre 2011 - 14:49

Eurobond: per Germania non una cura miracolosa alla crisi del debito

EUROBOND, GERMANIA - Il portavoce del cancelliere tedesco Angela Merkel ha fatto sapere che per Berlino, la creazione di eurobond, proposta rilanciata con fermezza dalla Commissione europea, «non è una cura miracolosa» alla crisi del debito.
«Il governo tedesco condivide l’opinione ampiamente diffusa che gli eurobonds non sono attualmente un rimedio miracoloso», ha dichiarato Steffen Seibert in una conferenza stampa, mentre la Commissione europea si prepara a proporre formalmente la creazione di debito garantito congiuntamente dagli Stati membri della zona euro nella giornata di Mercoledì.

Seibert ha reso noto che la Merkel privilegia una «soluzione politica» alla crisi, che implica rendere «vincolante» il rispetto delle regole di buona condotta fiscale.
La creazione di un eurobond «non affronterebbe le cause profonde» del male, vale a dire, l’ indisciplina fiscale.
La Germania, che attualmente è di gran lunga il paese con la migliore situazione finanziaria nella zona euro, non ha mai visto di buon occhio la possibile creazione di obbligazioni comuni a tutti i paesi membri, che beneficerebbero quindi del rating eccellente, la tripla «A», che oggi il paese può vantare.

Berlino ritiene che tale strumento, l’eurobond appunto, abbassando il tasso di interesse dei paesi in difficoltà, rappresenterebbe un disincentivo ad intraprendere riforme, dolorose quanto necessarie, e ad assumersi compiti e responsabilità.

La Commissione europea stima che questa mutualizzazione del debito pubblico dei paesi dell’area euro potrebbe «ridurre rapidamente» l’attuale crisi.
Bruxelles offre tre modelli di eurobbligazioni, più o meno audaci: il primo prevede di sostituire semplicemente i meri prestiti nazionali con degli eurobonds; il secondo di sostituire solo una parte delle emissioni nazionali con titoli europei; e il terzo, il più «leggero», vedrebbe la creazione di obbligazioni comuni, ma per le quali ogni Stato sarebbe tenuto a fornire garanzie solo fino a coprire la spettante quota di debito.

Berlino non ha del resto fatto mistero del suo scetticismo circa un’altra idea, made in Bruxelles, e emersa in un’intervista rilasciata dal vice capo commissario Viviane Reding: la creazione di un seggio unico per l’intera area euro in seno al Fondo Monetario internazionale (FMI).
«Dobbiamo tenere presente che i membri del Fondo monetario internazionale sono gli stati e non le organizzazioni giuridiche», ha detto Lunedi il portavoce del ministero delle finanze tedesco, Martin Kotthaus.