La crisi del debito sovrano europeo potrebbe ben presto arricchirsi di un nuovo e inaspettato capitolo. La Spagna ha comunicato che a fine 2011 il rapporto deficit/pil ha raggiunto l’8,51%, oltre il 2,5% in più di quanto stimato dal precedente governo Zapatero. Brutte notizie anche per la previdenza sociale, che ha evidenziato un buco di 600 milioni di euro (lo 0,5% circa del pil) anziché l’avanzo dello 0,4% stimato in precedenza. Le sfide per il governo targato Mariano Rajoy sono davvero importanti e presto la speculazione potrebbe tornare ad attaccare i Bonos sul mercato secondario dei titoli di stato.
La Commissione UE ha ammonito il governo spagnolo, affermando che la deviazione del deficit pubblico dagli obiettivi preventivati è “seria e grave” e che “le regole del patto di stabilità vanno rispettate”. Sul Forex l’euro è tornato sotto pressione a partire da giovedì scorso, cioè quando la BCE ha inondato i mercati con nuova liquidità a basso costo. Il tasso di cambio euro/dollaro è sceso fino a 1.3159, ma è riuscito a tornare sopra 1.32. In recupero anche il cambio euro/yen in area 107.40, dopo il raggiungimento di un minimo intraday a 106.91. Il cambio euro/sterlina, invece, è stato respinto in area 0.8350, nell’ambito del suo tentativo di rimbalzo dai minimi di periodo.
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