Ieri i mercati finanziari hanno subito una brutta battuta d’arresto a seguito delle dichiarazioni dell’Agenzia di gestione del debito pubblico greco, che ha minacciato di non rimborsare i creditori privati in caso di mancata adesione volontaria allo swap sul debito. In particolare, il riferimento è a quel 14% degli investitori che possiedono bond greci emessi ai sensi del diritto internazionale. Il restante 86%, che possiede titoli ai sensi della legge greca, è stato avvertito che la Grecia avrebbe usato le cosiddette “Clausole di azione collettiva” (Cac) per rendere vincolante lo swap.
La trattativa con i creditori privati scade l’8 marzo alle ore 21. Se le adesioni saranno sotto il 75%, scatterà il default disordinato con un possibile costo di oltre mille miliardi di euro per l’economia internazionale, secondo quanto stimato dall’Iif, e con il contagio anche al resto della periferia europea. Sopra il 75% non scatterebbero i rimborsi dovuti ai credit default swap (CDS) e il default sarebbe condotto in modo ordinato. Atene si aspetta almeno il 90% delle adesioni allo swap.
I mercati restano con il fiato sospeso, in quanto una clamorosa e inaspettata risoluzione negativa della crisi greca farebbe sprofondare nel caos l’intera zona euro e crollare pericolosamente i mercati finanziari. Ieri sul Forex l’euro è colato a picco contro le principali valute e stamattina la tendenza potrebbe ulteriormente consolidarsi.
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