La crisi del settore bancario spagnolo continua a spaventare gli investitori, che anche oggi hanno venduto a mani basse la moneta unica europea. Messa da parte per qualche settimana la crisi greca, n attesa delle elezioni del prossimo 17 giugno, l’attenzione è tutta rivolta verso la crisi bancaria di Madrid che ha già portato alla nazionalizzazione di Bankia. Gli investitori temono un effetto-contagio su altre banche spagnole in gravi difficoltà, come ad esempio Banco de Valencia.
La Spagna rischia grosso, anche perché il costo per finanziarsi sui mercati cresce giorno dopo giorno. Lo spread Bonos-Bund ha chiuso a 505 punti base, poco sotto i top assoluti di 510. Trema anche l’Italia con lo spread Btp-Bund a 440. Oggi l’asta dei BOT semestrali ha mostrato tassi in forte crescita fino a sopra il 2,1% e domani si repicherà con l’asta dei BTP a 5 e 10 anni. Le borse europee hanno chiuso in territorio positivo. Bene anche Wall Street.
Sul Forex il tasso di cambio euro/dollaro ha aggiornato i bottom annuali toccando 1,2460. Ciò vuol dire che siamo sui minimi da luglio 2010. Attualmente è in corso una fase correttiva, ma la sensazione è che entro domani possa essere raggiunta, e forse anche perforata, la soglia di 1,24. In discesa anche euro/yen, che ha toccato un minimo intraday a 98,93: qui siamo sui minimi dallo scorso gennaio. Forti vendite anche sulla sterlina. Nel pomeriggio crollo improvviso per l’oro, sceso fin sotto 1550$ l’oncia.
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