La crisi dell’euro resta in una fase acuta, che potrebbe ben presto vivere un nuovo momento di panico: non tanto per il caos politico in Grecia (dove è ormai tutto rimandato alle prossime elezioni del 17 giugno), ma per l’eventuale peggioramento della crisi bancaria in Spagna. Non deve ingannare il movimento correttivo in corso, che sta facendo rifiatare l’euro nei confronti delle major currencies. Le possibilità che la crisi possa avvitarsi su se stessa restano elevate, ma c’è da attendersi un atteggiamento ultra-espansivo della BCE nel caso di clamorosi tracolli o exploit degli spread.
Da un punto di vista tecnico il tasso di cambio euro/dollaro è tornato fin sopra 1.28, ma resta inserito all’interno di un solido trend ribassista di medio periodo. Qualche giorno di tregua i venditori potrebbero anche concederlo e magari il cambio potrebbe rimbalzare fino a 1.2880 – 1.29 tra oggi e domani. Più difficile, ma non impossibile, un ritorno in area 1.30, dove però potrebbe essere appostato un plotone di sellers molto agguerrito in grado di respingere facilmente il rimbalzo.
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