Continua l’apprezzamento del dollaro neozelandese che si porta a ridosso del livello di supporto in area 1,70. Pullback oppure breakout e violazione ribassista?
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 1,7049 |
| Variazione | -0,22% |
| Max (52 settimane) | 1,9015 |
| Min (52 settimane) | 1,6636 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 1,7742 |
| RSI 14 | 33,88 |
| MACD | -0,0018 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -0,46% |
| 1 mese | -3,64% |
| 3 mesi | -5,63% |
L’EUR/NZD prosegue la discesa e l’euro non sembra trovare le forze per reagire e recuperare parte del terreno perso dalla seconda metà di ottobre 2020. Dall’inizio dell’accelerazione negativa fino ad oggi la moneta unica si è infatti svalutata di circa il 5,5% e la tendenza non sembra arrestarsi.
E’ possibile quindi una rottura del supporto statico in area 1,70 in continuazione del trend di base, ma anche un pullback che potrebbe riportare la quotazione nuovamente in area 1,7175. Quest’ultima view troverebbe supporto nel riassorbimento del minimo di giornata durante la sessione di ieri.
Il quadro tecnico di riferimento
Negli ultimi anni la tendenza del cross non è stata chiara alternando fasi di accelerazioni a periodi di ritracciamento, oltre alla mancanza di un movimento di fondo.
All’inizio del 2019 il cambio quotava intorno ad area 1,70 mentre alla fine dei dodici mesi valeva circa 1,67 con una variazione percentuale annua del -1,7%.
L’inizio del 2020 ha portato un’accelerazione importante e la moneta dell’eurozona ha dimostrato una momento di grande forza che l’ha condotta in zona 1,9152, prezzo di apertura di sessione del 19 marzo 2020, dopo aver toccato un massimo a 1,9933, poi riassorbito durante la giornata.
Nel periodo di avvio della crisi sanitaria di Covid19 l’euro si è quindi apprezzato con un movimento a rialzo piuttosto importante. Con l’uscita dalla fase più acuta della pandemia il dollaro neozelandese invece ha ripreso terreno e ha iniziato una fase di rivalutazione. Sul livello del 19 marzo 2020 è infatti partito il movimento di ritracciamento a ribasso che ha segnato il cambio di tendenza fino al 13 luglio 2020.
Dalla quella data in poi si è assistito ad un nuovo apprezzamento dell’euro e ad una fase laterale durata quasi due mesi. Con la giornata del 20 ottobre 2020, quando il cross è stato respinto dalla parte alta della banda di oscillazione, si è infine innescata una tendenza ribassista che perdura fino ad oggi.
Lo scenario operativo di breve periodo
Il quadro di breve e medio periodo evidenziano la forza del dollaro neozelandese contro l’euro in un contesto di lungo periodo contrastato. La prosecuzione del trend negativo sembra indirizzare il cambio verso il primo obiettivo in area 1.6795, ma la formazione della barra di ieri, con un accenno di reazione, potrebbe condurre ad un rimbalzo.
Un cambio di scenario in ottica rialzista però sarebbe possibile solo alla rottura della resistenza statica a quota 1,7180 e della trendline dinamica di breve periodo.
Attualmente il prezzo si trova sotto la EMA(21) e la SMA(200), media mobile semplice a 200 periodi, che evidenzia la tendenza di fondo. L’indicatore Supertrend è negativo e la quotazione si trova ancora all’interno della trendline dinamica di medio termine. L’RSI(14) è vicino alla soglia di ipervenduto, mentre la volatilità, rappresentata dall’ATR(14), è in leggero calo rispetto alla media registrata nelle ultime due settimane.
Un ingresso Long sarebbe accettabile solo sopra la resistenza statica a quota 1,7390 con un entry in area 1,7430. Uno Stop Loss si potrebbe inserire a quota 1,7135. Un Primo Target si potrebbe collocare in area 1,7665 ed un Secondo Target 1,7875.
Una posizione short sarebbe plausibile solo sotto il livello di supporto in area 1,70 con un entry in zona 1,6930, minimo della barra di ieri. Uno Stop Loss si potrebbe collocare a quota 1,7215. Il Primo Target si potrebbe inserire a 1,6790 mentre un Secondo Target a 1,66.
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